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Per parenti e amici il medico era molto depresso

Marcelletti, aperta un’inchiesta sulla morte del cardiochirurgo


Marcelletti, aperta un’inchiesta sulla morte del cardiochirurgo
07/05/2009, 18:05

E’ stata disposta l’autopsia per Carlo Marcelletti, il cardiochirurgo di fama mondiale morto ieri mattina a Roma per un arresto cardiaco, nell’ospedale San Carlo di Nancy. L’accertamento sarà affidato dal pm Elisabetta Ceniccola della procura di Roma, sabato prossimo. Il fascicolo aperto è, per ora, “atti relativi”, ovvero senza ipotesi di reato e senza indagati.

L’ipotesi del suicidio, circolata nelle ultime ore, al momento non viene presa in considerazione in quanto non penalmente rilevante. Il pm ha avviato l’inchiesta per far luce sulla morte di una persona che, nemmeno troppo avanti con gli anni (Marcelletti avrebbe compiuto a breve 65 anni) si era recata spontaneamente in ospedale ed era in apparente buona salute a parte presunti problemi legati alla depressione. Gli amici de cardiochirurgo lo descrivono avvilito e depresso, abbattuto dai guai giudiziari che si erano abbattuti su di lui il 6 maggio scorso, quando fu arrestato, a Palermo, con le accuse di concussione, truffa, abuso d’ufficio e produzione di materiale pedopornografico. Dopo quasi sette mesi di detenzione domiciliare, a novembre era stato rilasciato ma con obbligo di firma tre volte alla settimana negli uffici della polizia giudiziaria. In seguito all’inchiesta, ancora in corso, Marcelletti era stato sospeso temporaneamente dall'incarico di direttore dell'unità Operativa di Cardiochirurgia Pediatrica dell'ospedale Civico di Palermo e dall'albo dei medici-chirurghi di Roma, provvedimento poi revocato con la scarcerazione.

 Tempo fa, in una intervista, lo stesso luminare aveva ammesso di aver tentato di farla finita. “Mi sono trovato a un passo dalla morte, - aveva detto nel settembre scorso sulle pagine di Oggi, - ma non era arrivata ancora la mia ora”.

Durante gli interrogatori, il medico sarebbe stato consapevole della gravità delle accuse che gli venivano rivolte, in particolare quella relativa alla produzione di materiale pedopornografico. Marcelletti, secondo gli inquirenti, si sarebbe scambiato per diversi mesi videomessaggi hard con la figlia minorenne di una sua amante. Vicenda, si legge nel provvedimento, di cui il medico si sarebbe pentito e si sarebbe dichiarato disponibile a risarcire il danno morale causato alla minore.
 

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di Nico Falco
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