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L'Ad Fiat tuona: "Se la vogliamo ammazzare ditelo"

Marchionne: i sindacati non prendano per i fondelli


Marchionne: i sindacati non prendano per i fondelli
18/06/2010, 19:06

ALTAVILLA VICENTINA – Cerchiamo di smetterla di “prenderci per i fondelli”, gli operai Fiat di Termini Imerese sono entrati in sciopero lunedì perché giocava la Nazionale. Esordisce così, senza mezzi termini,  l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, dopo le polemiche per l'accordo separato sullo stabilimento di Pomigliano, a margine dell’arrivo di Mario Draghi ad Altavilla Vicentina per ricevere il master honoris causa della fondazione Cuoa . "Se la vogliamo ammazzare me lo dite, sono disposto a fare quello che vogliono gli altri"- ha aggiunto Marchionne -
Come lo fanno a Termini, l'hanno fatto a Pomigliano e lo fanno in tutti gli stabilimenti italiani. O facciamo il nostro lavoro seriamente o la Fiat non è interessata".
Per il numero uno del Lingotto, con 20 miliardi di investimenti la Fiat avrebbe sicuramente raddoppiato la produzione in Italia, invece discutendone ancora sta dimostrando di avere davvero a cuore le sorti dell’Italia. L’Ad della casa automobilistica ha poi specificato che la qualità dei prodotti è diventata altissima. In particolare, in Polonia, dove è stata prodotta fin’ora la Panda, lo standard qualitativo ha raggiunto picchi mai visti prima.
 

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di Ornella d'Anna
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