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Pomigliano come banco di prova per tutte le fabbriche

Marchionne si appresta a disdire il CCNL nel 2012


Marchionne si appresta a disdire il CCNL nel 2012
27/07/2010, 11:07

TORINO - Come era prevedibile, il caso di Pomigliano d'Arco era solo un banco di prova, per verificare le eventuali reazioni. Visto che non ce ne sono state, Marchionne si appresta ai passi successivi. Il primo consiste nell'aspettare il 2012, dato che fino a quell'anno la Fiat ha sottoscritto il rispetto del contratto collettivo nazionale di categoria. Dopo di che gli operai verranno messi di fronte all'alternativa: o firmare il contratto che la Fiat sta elaborando oppure le fabbriche italiane dell'azienda torinese chiuderanno. Il contratto ovviamente è ancora in via di definizione, ma secondo i rumors che si rincorrono, si tratterà di un contratto "autosufficiente". Cioè un contratto che già conterrà al suo interno tutte le possibilità, senza che sia necessario discutere con i sindacati. Per esempio, se un fornitore fa arrivare tardi i propri pezzi, si dovrà recuperare quel tempo perso. E se questo significa che i lavoratori dovranno stare in fabbrica oltre l'orario, così sarà, senza alcuna discussione. Il tutto chiaramente legato a severe sanzioni contro i lavoratori, che così non potranno neanche protestare o scioperare, dato che questo violerebbe il contratto. Tanto, se i lavoratori non firmano questo nuovo contratto, c'è sempre la minaccia di chiudere tutto, come hanno fatto con Pomigliano d'Arco, dove al referendum ha vinto la paura.

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di Antonio Rispoli
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