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L'ad di Fiat al termine dell'assemblea di Sgs a Ginevra

Marchionne venerdì da Monti: "Non chiederò nulla"

"Andiamo dove si fanno affari, siamo nomadi"

Marchionne venerdì da Monti: 'Non chiederò nulla'
12/03/2012, 18:03

GINEVRA (SVIZZERA) - Non ci sono sorprese sul fronte Fiat. La settimana scorsa, dopo una telefonata con l'amministratore delegato dell'azienda, il premier Mario Monti e il ministro del Lavoro Elsa Fornero avevano rassicurato che non sarebbero stati chiusi gli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano d'Arco. Lo conferma Sergio Marchionne al termine dell'assemblea del gruppo Sgs a Ginevra. "A Monti confermerò quanto detto per Mirafiori e Pomigliano. Si tratta di un aggiornamento. Non chiederò nulla, non voglio assolutamente niente. Nell'incontro di venerdì a Palazzo Chigi, confermerò che continueremo gli investimenti secondo il nostro piano. Non c'è nessuna novità. Sono impegni che abbiamo già confermato, gli investimenti stanno andando avanti".
Parole che non destano preoccupazione, quelle di Marchionne, che ha sottolineato che "il gruppo Fiat raggiungerà il break even in Europa nel 2014". Due anni, quindi, per raggiungere il pareggio, cioè quel valore di fatturato che copre i costi precedentemente sostenuti. Un ultimo sforzo per Fiat, che non prevede la chiusura di stabilimenti, non prospetta una diminuzione della forza lavoro, ma non assicura al 100% la permanenza di tutte le sedi in Italia: "L'unica cosa che conta sono gli stabilimenti, i lavoratori che abbiamo e se le auto vengono vendute. Andiamo dove si fanno affari, siamo nomadi".

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di Emanuele De Lucia
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