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MARE CAMPANO, MARE DI GUAI


MARE CAMPANO, MARE DI GUAI
21/07/2008, 07:07

La Campania rinnova anche quest’anno il suo triste primato di regione leader nazionale per le illegalità legate a mare e coste. Goletta Verde, la campagna di monitoraggio e informazione sullo stato di salute delle acque di balneazione, in occasione delle sue tappe campane rilancia l’SOS sui reati ambientali in riva al mare che offendono questa regione.

Come testimoniato dal rapporto Mare Monstrum 2008 di Legambiente, infatti, con ben 2355 reati e infrazioni distribuiti su litorali e fondali, la Campania raggiunge la media di 5 infrazioni per chilometro di costa. Un primato cui contribuiscono in modo determinante gli abusi edilizi in riva al mare e la pesca di frodo, che insieme totalizzano oltre il 50% delle infrazioni.
Sono tanti, troppi, i casi di cemento illegale sulle coste campane. Anzi, si può dire che in questo campo la Campania non teme rivali. L’abusivismo edilizio sul demanio ha fatto registrare 673 infrazioni, 1017 tra arresti e denunce e 378 sequestri effettuati. Da Torre Annunziata a Sorrento, ad esempio, il 40% dei manufatti è illegale. In questa regione, inoltre, ci sono casi eclatanti di cemento selvaggio, basti pensare all’ecomostro di Alimuri, o ai cinque piani di cemento comparsi sul Fiordo di Furore, in località Transita, o ancora al Furore Inn Resort.
Per quanto riguarda la pesca di frodo, invece, sono state registrate in Campania 980 infrazioni, 967 persone denunciate o arrestate e 233 sequestri effettuati. Ancora. A inquinare coste e acque campane ci sono molti casi di scarichi illegali e cattiva depurazione. Tanto che quest’anno l’amministrazione della regione è stata nuovamente insignita della Bandiera Nera dei pirati del mare come nel 2002.
“ Scaricano illegalmente in mare – ha commentato Raffaele Del Giudice, direttore Legambiente Campania - continuano a costruire abusivamente sul demanio, distruggono l’ecosistema con la pesca illegale, sfrecciano in mare con acqua scooter incuranti di sé e degli altri. Questo l’identikit dei predoni del mare – ha proseguito Del Giudice - che mettono quotidianamente a rischio la risorsa del territorio marino e costiero. Davanti a questi numeri, le amministrazioni centrali e locali devono fare scelte chiare ed inequivocabili: pianificare ed ottimizzare il ciclo delle acque, abbandonare scellerate politiche di cementificazione, intensificare i controlli. Oggi il turismo sostenibile, la promozione dei parchi e delle riserve marine- conclude il presidente regionale- rappresentano la new economy, il valore aggiunto per il futuro economico, culturale e sostenibile della nostra regione”.
 
Tra tanti numeri negativi arriva anche una nota positiva. La Campania, infatti, non si caratterizza solo per l’alto numero di reati ambientali in riva al mare, ma anche perché triplicano “i colpevoli” con 2697 persone denunciate o arrestate, mentre i sequestri si attestano a 778.
Altro tema caldo dell’estate campana sono le aggressioni alle spiagge che arrivano dai titolari di concessioni per stabilimenti balneari che impongono il pagamento illegittimo di un ingresso per accedere al mare. Sul litorale Campano a fronte di 80 chilometri di spiaggia “privata” ce ne sono 130 con libero accesso. Seppur meno grave che in altre Regioni, il problema delle spiagge blindate fa registrare situazioni di criticità anche in Campania. È ad esempio il caso di Maiori, gioiello che si trova nel cuore della Costiera amalfitana. Già la scorsa estate gli attivisti della Goletta Verde di Legambiente avevano manifestato insieme ai cittadini del comitato “Per le spiagge libere di Maiori” per chiedere che fosse ristabilita la legalità dopo che una delibera comunale aveva di fatto privatizzato tutto il litorale: 830 metri su 850, non prevedendo nemmeno un metro di spiaggia gratuita. O meglio, per la verità, quattro fazzoletti di sabbia erano stati “lasciati” alla libera fruizione, ma purtroppo si trattava di tratti di costa non balenabili.
“La Goletta Verde è tornata a Maiori a distanza di dodici mesi – ha dichiarato Rina Guadagnini, portavoce di Goletta Verde – e , purtroppo, è costretta a constatare che la situazione non è cambiata di una virgola. E’ la storia di un diritto negato alla maggioranza dei cittadini a favore dei pochi beneficiari delle concessioni. Continueremo a denunciare situazioni come questa, augurandoci che cittadini  e turisti possano riconquistare al più presto il diritto di accedere liberamente alla spiaggia di Maiori. Troppo spesso, nelle cose piccole come nelle cose grandi, l’illegalità rischia di diventare abitudine. Ma l’impegno contro ogni tipo di abuso deve essere quotidiano e di tutti, dai cittadini agli amministratori”.
 

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di Redazione
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