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Di Pietro: "Non ha capito la lezione, ma non è il solo"

Mario Chiesa, da Mani Pulite al traffico di rifiuti



Mario Chiesa, da Mani Pulite al traffico di rifiuti
31/03/2009, 12:03


Chi non ricorda Mario Chiesa? L’ingegnere fu il primo arrestato nell’inchiesta “Mani Pulite”, presidente del Pio Albergo Trivulzio, casa di riposo nota anche come "Baggina". Oggi, per lui, un nuovo arresto, disposto dalla magistratura di Busto Arsizio (Varese) in un’inchiesta sul traffico di rifiuti. L'indagine ha accertato un traffico illecito di rifiuti pari a 2.700 tonnellate. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Milano hanno arrestato Chiesa e altre nove persone.
Cento militari dell'Arma, anche del comando regione carabinieri Lombardia, con il supporto del II nucleo cc elicotteri di Orio al Serio, hanno eseguendo anche una trentina di perquisizioni e il sequestro di un'importante azienda milanese operante nel settore del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti.
Chiesa, 65 anni, è considerato dagli inquirenti di Busto Arsizio il collante delle tangenti nella gestione del traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi. Così riferiscono i carabinieri.

Era invece il 17 febbraio 1992 quando Chiesa fu incastrato da una mazzetta di sette milioni di lire. Esponente del Psi, era diventato presidente del Trivulzio nel 1986, acquisendo potere e meriti in ambienti politici, legandosi soprattutto a Bettino Craxi.
Ma Antonio Di Pietro era pm, e partì una delle inchieste storiche del “Belpaese”.
 
IL SISTEMA CHIESA
Mario Chiesa avrebbe controllato un “sistema”. Al centro del sistema una società, la seconda moglie dell’ingegnere è amministratrice di questa società, uno dei suoi figli ne fa parte. Un altro è dipendente di un’altra società, sempre coinvolta nell’inchiesta. Mario Chiesa avrebbe moltiplicato gli stipendi di chi partecipava ai presunti affari illeciti. Avrebbe controllato gare d’appalto con vittorie “al ribasso”, recuperato con gli interessi facendo figurare quintali di rifiuti smaltiti al di sotto di quelli effettivi. Avrebbe certificato servizi erogati, mai erogati.
Nello specifico, l’uomo chiave di Tangentopoli è accusato di associazione per delinquere finalizzata all’attività organizzata per il traffico e la gestione illecita di rifiuti, truffa aggravata ai danni di società pubbliche e private.


DI PIETRO: NEGLI ANNI PREVALE IL SENSO DELL’IMPUNITA’
“Ho sempre sostenuto che Tangentopoli non è mai morta e che bisognava alzare la guardia e non abbassarla”. Così ha commentato l’arresto di Chiesa il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “Sul piano personale - spiega l’ex Pm di Milano - mi fa riflettere il fatto che quell’uomo forse non ha capito la lezione. Ma sul piano etico e sul piano politico non è il solo e non è il primo: la verità è che in tutti questi anni è prevalso il senso dell’impunità, del poter fare quel che si voleva, perché tanto prima o poi sarebbe arrivata una legge, un indulto, un condono una denigrazione del magistrato o un blocco dei processi e di conseguenza una vittoria di chi delinque”.
 

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di Giulio d'Andrea
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