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Una grave malattia lo affligeva.Anche suo padre suicida

Mario Monicelli si è suicidato,l'annuncio shock da Saviano


Mario Monicelli si è suicidato,l'annuncio shock da Saviano
29/11/2010, 22:11

Il regista Mario Monicelli è morto stasera a Roma, lanciandosi dal balcone del quinto piano dell'ospedale San Giovanni dove era ricoverato. La tragedia è avvenuta intorno alle 21. Sul posto sono intervenuti gli agenti del commissariato Celio. Il regista 95enne era ricoverato nel nosocomio romano di via dell'Amba Aradam nel reparto di urologia per un tumore alla prostata. Anche suo padre Tomaso, noto scrittore e giornalista, si era tolto la vita nel 1946. 
LA VITA - Nato nel 1915 da una famiglia di origine mantovana e cresciuto a Viareggio, Mario Monicelli frequenta a Milano il liceo e si laurea in storia e filosofia, accostandosi al cinema grazie all'amicizia con Giacomo Forzano. Insieme a Alberto Mondadori, amico e collaboratore, oltre che cugino, dirige nel 1934 il cortometraggio Cuore rivelatore, a cui fa seguito, sempre nello stesso anno, un mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal, premiato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Critico cinematografico dal 1932, negli anni tra il 1939 ed il 1949 fu attivissimo come aiuto-regista e sceneggiatore, collaborando a circa una quarantina di titoli. L'esordio alla regia ufficiale avviene in coppia con Steno, con una serie di film che i due registi realizzano su misura per Totò, tra i quali spicca il celebre "Guardie e ladri" (1951). Dal 1953 inizia a lavorare da solo. Nella sua lunga carriera ha collaborato con tutti i più importanti attori italiani. "I soliti ignoti" del 1958 vanta un cast eccezionale, composto da Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò e Claudia Cardinale, ed è considerato il primo vero film della commedia all'italiana. L'anno successivo, Monicelli gira quello che molti considerano il suo capolavoro, il film che lo rende famoso oltre i confini italiani, "La grande guerra", Leone d'Oro alla Mostra di Venezia del 1959 e sua prima nomination all'Oscar. La seconda nomination all'Oscar arriva nel 1963 con "I compagni". Nel 1966 esce L'armata Brancaleone e nel 1970 Brancaleone alle crociate (1970). Tra gli altri film di rilievo vanno menzionati La ragazza con la pistola, terza nomination all'Oscar (1968), Romanzo popolare (1974) e i primi due capitoli della trilogia di Amici miei (1975, 1982) - quello conclusivo (1985) verrà infatti diretto da Nanni Loy - ma anche Un borghese piccolo piccolo (1977) e Il marchese del Grillo (1981) entrambi con grandi interpretazioni di Alberto Sordi, mentre tra gli ultimi spiccano Speriamo che sia femmina (1986) e Parenti serpenti (1992). Proprio in questi giorni a New York e' stato presentato in chiave retrospettiva un dei film del neorealismo di Mario Monicelli, ''Risate di Gioia'', con Anna Magnani. Il film rientra nell'ambito della retrospettiva che il Linclon Center dedica alla figura di Suso Cecchi D'Amico, che lavoro' con Monicelli alla sceneggiatura del film. ''Risate di gioia'' e' stato presentato insieme a una serie di altri sei film del neorealismo italiano.

L'ANNUNCIO - La notizia della tragica morte di Mario Monicelli, che si e' ucciso lanciandosi dal quinto piano dell'ospedale San Giovanni di Roma, interrompe la trasmissione Vieni via con me.
''Non posso andare avanti: devo dirvi che e' morto Mario Monicelli. Lo avremmo tanto voluto qui, ma era malato e adesso non c'e' piu'''. Fabio Fazio, nel corso dell'ultima puntata di Vieni via con me, ha ricordato cosi' il regista che si e' suicidato questa sera a Roma.
Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno dato la notizia ai telespettatori con un lungo applauso.

IL RICORDO - ''Sono attonito, una notizia che mi intristisce molto''. Cosi' Carlo Verdone accoglie con grande sgomento la notizia della morte tragica di Mario Monicelli. ''Era probabilmente una persona stanca di vivere, che non sosteneva piu' la vecchiaia. L'ho apprezzato molto come grande osservatore e narratore - continua l'attore-regista romano - anche se a volte con condividevo il suo cinismo. Era gentile, cordiale, ma di poche parole. Un anno fa - conclude Verdone - mi capito' di fargli gli auguri a Natale. Rimase sorpreso: 'Gli auguri - mi disse - non li fa piu' nessuno'''

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di Redazione
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