Cronaca / Nera

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Alfano: in Governo circuito magico contro le mafie

Maroni: adesso puntiamo a Zagaria e Denaro


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Maroni: adesso puntiamo a Zagaria e Denaro
18/11/2010, 18:11

NAPOLI – Restano liberi Michele Zagaria e Matteo Messina Denaro, ma il cerchio si sta stringendo. Lo ha annunciato il ministro degli Interni, Roberto Maroni, in visita a Napoli all’indomani della cattura del boss numero uno dei Casalei, Antonio Iovine. In città per complimentarsi con le forze dell’ordine insieme al ministro Angelino Alfano, Maroni ha illustrato la relazione sulla lotta alla criminalità organizzata, consegnata al Consiglio dei Ministri: 6754 persone arrestate, 410 latitanti arrestati, 28 latitanti di massima pericolosita' arrestati su 30, sequestrati 35601 beni per un totale di 17,854 miliardi, sequestrati conti correnti ai mafiosi per 2,259 miliardi. Proprio questa mattina, la Direzione Investigativa Antimafia di Napoli ha messo a segno un’altra operazione ai danni della criminalità organizzata: beni per 3,5 milioni di euro sono stati sequestrati ai fratelli Raffaele e Guido Zagaria, considerati prestanome di Vincenzo Zagaria, elemento di spicco dei Casalesi a Casapesenna ma non imparentato al superboss latitante Michele.

“L'infiltrazione della criminalità organizzata nelle regioni del nord - ha detto Maroni a proposito del rapporto della Dia - e' una realtà purtroppo evidente. Lo penso e l'ho sempre sostenuto".

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano dal canto suo, a proposito della situazione politica, afferma: "Non vorremmo che la caduta di questo governo significasse l'interruzione di un circuito magico di leggi contro le mafie e di grandissimi risultati".


SI INDAGA SUL POST-IOVINE
Un potenziale ricompattamento delle file del clan e l’aggressione dei patrimoni dell’organizzazione casertana. Due fronti su cui si concentrano le azioni mirate degli uomini della Dda a meno di 24 ore dall’arresto del boss Antonio Iovine, primula rossa del clan dei Casalesi che per ben 15 anni è riuscito a far perdere le proprie tracce. La Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, intanto, stamattina ha disposto il sequestro di beni immobili, individuati nella disponibilità dei fratelli Raffaele e Guido Zagaria, rispettivamente 55enne e 45enne di Casapesenna. Ma le indagini dell’Antimafia e della magistratura sono orientate a monitorare i movimenti magmatici nel clan dopo l’arresto di Iovine: tra le ipotesi ventilate dal procuratore aggiunto Cafiero de Raho c’è anche quella che l’organizzazione si stia per ricompattare per trovare un successore da affiancare a Zagaria. Una fibrillazione che in ambienti di malavita equivarrebbe a dire un periodo di instabilità: i Casalesi, ormai in affanno, devono al più presto ricompattare le file per continuare a gestire i traffici illeciti sul territorio campano.

INDAGINI SU PIZZINI E PC TROVATI NEL BUNKER
Due computer fissi ed uno portatile e tre pizzini con indicazioni di nomi e cifre. Su questo materiale sequestrato ieri dalla squadra mobile di Napoli nell'abitazione di Casal di Principe dove è stato catturato il boss Antonio Iovine è concentrata l'attenzione degli inquirenti. All'esame degli investigatori anche due lettere scritte dai figli. Le indagini, coordinate dai pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro e Alessandro Milita, puntano a verificare la presenza di elementi interessanti sulle attività del clan dei casalesi e sui rapporti avuti dal boss durante la lunga latitanza. Al momento dell'arresto, Iovine non era in possesso di alcun documento di identità. Gli inquirenti ritengono che vi siano state anche altre persone che abbiano favorito la latitanza del boss oltre a Marco Borrata, il muratore nella cui villetta è stato catturato Iovine. Gli inquirenti ipotizzano, infatti, che Borrata ed i suoi familiari si siano occupati esclusivamente della 'assistenza logisticà (cibo, vestiario e saltuaria ospitalità) di Iovine, mentre esponenti dell'organizzazione erano incaricati di favorire i frequenti spostamenti anche in altre regioni d'Italia.

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di Nico Falco e Davide Gambardella
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