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Davanti ai pm anche il sindaco di Varese e il neo-tesoriere

Maroni ascoltato in Procura: "La Lega si costituirà parte civile"

Spunta il mistero della casa ereditata da Umberto Bossi

Maroni ascoltato in Procura: 'La Lega si costituirà parte civile'
11/04/2012, 16:04

MILANO - Dalle carte che i magistrati stanno acquisendo nell'ambito delle indagini sui comportamenti della Lega, spunta una novità che tira in ballo direttamente il leader del Carroccio, Umberto Bossi. Tutto inizia nel 2010, quando muore una simpatizzante leghista, Caterina Trufelli, che sette anni prima aveva redatto un testamento in cui nominava Umberto Bossi "erede universale", il qualità di "segretario della Lega Nord". In particolare, gli lascia un appartamento a Milano: sesto piano, palazzo di inizio '900, 250 metri quadri.
Normalmente, questo appartamento sarebbe dovuto essere messo a disposizione del partito. Invece l'appartamento è stato venduto pochi mesi dopo, nel gennaio 2011, per 480 mila euro e i soldi sono entrati nelle tasche della famiglia Bossi. I quali (è una coincidenza? ndr) hanno comprato nel giugno successivo una cascina per Roberto Libertà Bossi, un altro dei figli di Umberto. Anche se l'intestazione è a Manuela Marrone, moglie di Umberto.
E il partito? Non ha visto un centesimo. Ma soprattutto la compravendita non è stata denunciata nel rendiconto che il 31 marzo è stato presentato alla Camera, come prescrive la legge. Questo può comportare sanzioni penali per il leader leghista, ma anche una multa che va tra le due e le sei volte la somma incassata (quindi da 1 a 3 milioni).

AGGIORNAMENTO ORE 16:55
Nel polverone che ha investito la Lega Nord, i suoi esponenti politici cercano di tirarsi fuori senza farsi troppo male. Dopo un colloquio con i magistrati nella Procura di Milano, Roberto Maroni si è detto disponibile a fare chiarezza: "Siamo pronti a essere parte civile, come Lega Nord, in un eventuale processo". C'è sempre più voglia di fare pulizia in una parte del partito e inizia a delinearsi anche una certa atmosfera da complotto. "Quello che ci ha dato fastidio è la sensazione che qualcuno abbia approfittato della buona fede di Umberto Bossi per favorire se stesso o altre persone - ha dichiarato Maroni, dopo aver parlato con il procuratore aggiunto Alfredo Robledo e i pm Paolo Filippini e Roberto Pellicano, titolari dell'inchiesta -. Non vogliamo nascondere nulla. Siamo qui per garantire una collaborazione piena e leale per l'accertamento della verità".
L'ex ministro non è l'unico a essere stato ascoltato oggi in Procura. All'appello c'era il nuovo tesoriere che ha preso il posto di Belsito, Stefano Stefani e il sindaco di Varese Attilio Fontana. Mentre gli inquirenti continuano a operare sull'inchiesta sulla presunta truffa ai danni dello Stato in relazione ai rimborsi elettorali della Lega Nord e sulla presunta appropriazione indebita ai danni della stessa Lega, il Carroccio sembra muoversi autonomamente, per venire a capo della matassa. "Stiamo facendo delle verifiche interne - ha precisato Maroni -. Abbiamo incaricato la Pricewaterhouse di verificare la situazione patrimoniale della Lega. I bilanci del partito sono certificati. Ci siamo assunti le nostre responsabilità e ci siamo mossi subito. Più di così è difficile. Dopodiché siamo pronti a prendere i provvedimenti conseguenti".

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di Antonio Rispoli ed Emanuele De Lucia
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