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"Ma i militari italiani a bordo negano che sia avvenuto"

Maroni: "La Libia si è scusata, è stato un incidente"


Maroni: 'La Libia si è scusata, è stato un incidente'
14/09/2010, 09:09

MILANO - Sulla vicenda del peschereccio italiano mitragliato al largo delle acque libiche, quindi in acque internazionali, da una motovedetta libica, è intervenuto questa mattina a Mattino 5 il Ministro dell'Interno Roberto Maroni. Che ha rapidamente chiuso l'incidente, affermando: "Quello che è successo l'altro ieri sera è un fatto che non doveva accadere e la Libia si è scusata. Voglio capire quello che è successo: la motovedetta libica è una delle sei che abbiamo consegnato al paese nordafricano sulla base di un accordo siglato nel 2007 dall'allora ministro Giuliano Amato (non quelle regalate nel 2008 per eliminatre le navi dei clandestini? ndr). A bordo ci sono militari italiani che per un periodo forniscono assistenza tecnica ai libici, ma non hanno funzioni di equipaggio. Ieri abbiamo ricevuto il loro rapporto, non sono stati coinvolti nell'operazione e oggi faremo una riunione al ministero per verificare ciò che è accaduto. Penso che si sia trattato di un incidente grave, ma pur sempre un incidente: studieremo le misure perché non accada più".
Ma la dichiarazione più interessante è stata un'altra, quando il Ministro Maroni ha detto: "Io immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave con clandestini, ma con l'inchiesta verificheremo ciò che è accaduto". Naturalmente l'inchiesta sarà addomesticata e quindi di scarsissimo interesse, ma è interessante l'affermazione che il Ministro sa che le motovedette libiche con i nostri militari a bordo si addestrano a sparare contro le navi cariche di extracomunitari che stanno in acque internazionali, anzichè limitarsi a rimorchiarle nel porto più vicino come prevedono le normative internazionali. Da qui si può dedurre che o i militari italiani a bordo di quelle motovedette sono dei criminali in divisa, oppure che l'accordo tra Italia e Libia prevede esplicitamente l'affondamento delle navi di clandestini che provano ad arrivare in Italia. Una cosa che finora molti avevano sospettato e qualcuno (ma pochissimi) aveva fatto trapelare tra le righe come possibilità. Ma mai c'era stata una conferma così esplicita da parte di un così alto esponente del governo italiano.

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di Antonio Rispoli
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