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Nelle misure più uomini e mezzi e confisca dei beni

Maroni: "non ci faremo intimidire dalla mafia"


Maroni: 'non ci faremo intimidire dalla mafia'
05/01/2010, 21:01

ROMA – “Non ci faremo intimidire da questi atti e continueremo a combattere senza tregua ogni forma di criminalita' “ questa è la parola d’ordine lanciata dal Ministro dell’Interno Maroni che ha deciso di irrobustire il pacchetto sicurezza contro la criminalità organizzata che nei prossimi giorni verrà presentato al Consiglio dei Ministri.
Mezzi e uomini ma soprattutto misure che prenderanno di mira il patrimonio delle organizzazioni criminali. Un tesoro che sembra essersi assottigliato in questi mesi.
Infatti è di 800 milioni di euro il conto che la magistratura di Reggio Calabria ha presentato alla ’Ndrangheta nell’ultimo anno: pacchetti azionari, immobili e soldi bloccati dallo Stato. La via per la confisca è lunga ma la procura punta al capitale. A ottobre in un solo colpo le ’ndrine hanno visto sfumare 14 miliardi di patrimonio. Società e imprese a Reggio Calabria e Milano. A luglio il colpo era stato assestato al clan Alvaro con un blitz da 200 milioni di euro.
A parlare sono i numeri. Quelli dei beni sequestrati ai clan negli ultimi due anni. E quelli dei latitanti arrestati. Sono le operazioni di polizia e carabinieri a raccontare cosa sia successo a Reggio Calabria dal 2008 a oggi. Le notizie che non trovano spazio nelle cronache nazionali dei giornali spiegano perché le cosche abbiano voluto lanciare un segnale inequivocabile. Un ordigno contro un ufficio giudiziario. Non per uccidere ma per dare un segnale.
Nell’ordinanza di sequestro erano finiti anche il ”Cafè de Paris” e il “George’s Restaurant” nel cuore di Roma e poi società, attività commerciali, abitazioni e automobili di lusso. L’ultima operazione in ordine di tempo è del 16 dicembre: uliveti, terreni agricoli e ville, ma anche pacchetti azionari riconducibili ai Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, le famiglie che a ferragosto del 2007 si sono scontrate nella strage di Duisburg. Perché i provvedimenti diventino definitivi passeranno anni. Tre gradi di giudizio e i numeri delle confische non sono gli stessi, sono solo 253 i beni immobili confiscati nel 2009 in Calabria per un valore di quasi 29 milioni di euro. Ma il dato non è significativo: è negli ultimi due anni che la lotta contro la criminalità ha cambiato strategia e risultati. E sono 60 circa le persone finite in manette dal 2008, Pasquale Condello, Antonio Pelle, Giuseppe De Stefano. Uomini di primo piano, 49 personaggi di spicco della ’Ndrangheta calabrese, undici di loro erano inseriti nella lista dei 30 latitanti più pericolosi compilata dal ministero dell’Interno.

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di Mario Aurilia
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