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Nuovo attacco del Ministro allo scrittore casertano

Maroni: "Saviano ritratti tutto o lo querelo"


Maroni: 'Saviano ritratti tutto o lo querelo'
17/11/2010, 13:11

ROMA - Ancora un botta e risposta tra Roberto Saviano e Roberto Maroni. Questa mattina il primo è uscito su Repubblica con una intervista nella quale criticava i toni duri del secondo, affermando che Maroni è stato il secondo a dirgli "voglio vedere se ha il coraggio di ripetere quello che ha detto guardandomi negli occhi"; il primo era stato Francesco Schiavone detto Sandokan, boss dei Casalesi, attraverso il suo avvocato. E lo scrittore casertano ha ammesso che i toni usati dal Ministro l'hanno spaventato.
Subito è arrivata la risposta di Maroni: "Non ci voglio credere. Non posso pensare che sia vero. Voglio ancora credere a un refuso. Perché è troppo grave che Saviano mi paragoni a un boss della camorra. Chiedo a Saviano di smentire, altrimenti mi riservo ogni azione utile per tutelarmi di fronte a una frase così infamante".
Poi l'esponente del governo rinnova la richiesta di uno spazio nella trasmissione "Vieni via con me" per replicare: "Mi pare inverosimile che la Rai neghi l'accesso al ministro degli Interni", per poi prendersela con Loris Mazzetti, capostruttura di Rai3: "Mazzetti è lo stesso che nel 2002, in piena bufera sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, allorché Cofferati andò alla trasmissione di Enzo Biagi facendo un suo comizio nel quale mi attaccò duramente, mi negò, come oggi, la replica. Allora, come oggi, chiesi infatti alla Rai come ministro del lavoro di poter replicare al segretario della Cgil. Per tre giorni nessuno rispose. Fino a quando fui contattato da questo Mazzetti che mi rispose: mi dispiace, ma la riforma dell'articolo 18 non è più un tema di attualità. Poi, a marzo, uccisero Marco Biagi".
Ma ad attaccare Saviano sono anche altri esponenti del Pdl, come il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto: "Evidentemente Saviano ha perso la testa. Le sue battute che tendono a stabilire una equiparazione tra Sandokan e Maroni, fra la Lega e la camorra, sono infatti inaccettabili e inquietanti. Consapevolmente o no, per fare audience o per altro, Saviano sta distribuendo veleni a destra e a sinistra". Ci va giù duro anche il suo vice, Gaetano Quagliarello: "E' probabile che le affermazioni di Roberto Saviano su Repubblica di oggi siano frutto di uno stato di alterazione psicologica dovuto a una evidente ubriacatura di se stesso. Chi ha il privilegio e la responsabilità di rivolgersi a milioni di persone non dovrebbe nemmeno correre il rischio di confondere lo sguardo di un delinquente da quello di una persona perbene".

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di Antonio Rispoli
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