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MARONI: VIETARE I CORTEI NEI PRESSI DEI LUOGHI DI CULTO


MARONI: VIETARE I CORTEI NEI PRESSI DEI LUOGHI DI CULTO
22/01/2009, 10:01

Il Ministro degli Interni Roberto Maroni vuole impedire che si ripetano manifestazioni come quelle avvenute nei giorni scorsi a Milano, quando un corteo di persone pro Gaza si sono fermate, in maniera simbolica, sul sagrato del Duomo di Milano e hanno pregato brevemente alla maniera islamica. Probabilmente Maroni deve pensare che questo sia una sorta di infezione che non deve più ripetersi, perchè ha annunciato che invierà circolari a prefetti e questori, affinchè vietino ai cortei di passare, oltre che nei pressi delle sedi di partito, quelle istituzionali e le delegazioni straniere, anche davanti a luoghi di culto, supermercati e centri commerciali.

In pratica questo significa che vengono vietati tutti i cortei nelle città. Ad occhio e croce, diventa impossibile fare un percorso che escluda tutti questi luoghi a Roma, a Milano o a Napoli o nella maggior parte delle altre città. Magari un giretto in periferia, dove non si disturba nessuno, non ci sono neanche le telecamere e quindi il corteo, di qualunque tipo sia, non darà fastidio. Il problema è: come la mettiamo con altri generi di cortei? Mettiamo che una squadra di Milano o di Torino vinca il campionato di calcio. Manteniamo il blocco? E come la mettiamo con le processioni religiose? Ovviamente parlo delle uniche autorizzate, cioè quelle della Chiesa cattolica, che - come i maiali nella "Fattoria degli animali" di Orwell - è più uguale delle altri religioni in Italia. Quelle devono partire da un luogo di culto, spesso arrivare davanti ad un santuario o altro luogo di culto e poi rientrare nella Chiesa da cui sono partiti. Proibiamo anche quelle? Non ci credo assolutamente che venga emesso un simile divieto. E quindi basta pensarci che si tratta dell'ennesimo tentativo del governo di instaurare in Italia un regime anti-islamico ed illiberale.

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di Antonio Rispoli
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