Cronaca / Nera

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I magistrati aspettano gli esami tossicologici su Cafasso

MarrazzoGate, China: “Natalie incastrò Marrazzo”


MarrazzoGate, China: “Natalie incastrò Marrazzo”
23/11/2009, 21:11

ROMA – L’ex governatore della Regione Lazio sarebbe caduto in una trappola architettata da due transessuali. E’ quanto ha riferito China, l’amica di Brenda, il viado deceduto per asfissia all’interno del suo appartamento in via Due Ponti 108. Intanto, si riaccendono i riflettori sulla morte di Cafasso, deceduto il 12 settembre in un albergo alla periferia della Capitale: i magistrati potrebbero rubricare la sua morte come omicidio volontario.

Trappole, decessi in circostanze misteriose, ricatti e misteriose sparizioni. Si susseguono i colpi di scena in quello che è stato definito ‘MarrazzoGate’, lo scandalo a luci rosse che ha coinvolto l’ex governatore Piero Marrazzo. Ultimo mistero, il decesso di Brenda, una delle transessuali con cui Marrazzo aveva avuto degli incontri, trovata morta nel suo mini appartamento romano. Malgrado l’autopsia parli di decesso per asfissia e la tac non abbia evidenziato lesioni sul cadavere, sono in molti a ritenere fin troppo misterioso quello che ha tutta l’aria di un incidente: Brenda, forse in preda a tranquillanti, avrebbe innescato involontariamente un incendio e sarebbe morta per le esalazioni di ossido di carbonio. Un mazzo di chiavi della casa di Brenda sparì dopo l’aggressione subita l’8 novembre, ma agli investigatori risulta sparito anche un secondo mazzo di chiavi dell’appartamento. China, amica del viado, intervistata nella puntata di Porta a Porta che andrà in onda questa sera, ha fornito altri particolari. Ha riferito infatti che Brenda avrebbe detto che “a fare la trappola a Marrazzo erano state Natalì e Giosy”. China ha inoltre affermato che Brenda avrebbe avuto “un compenso importante” dall’ex governatore del Lazio, pari a 28mila euro. “Una sera Brenda mi ha chiamato e mi ha detto di andare a casa sua. Era ubriaca. Quando sono arrivata, - ha raccontato China, - mi ha fatto vedere i soldi e li ho contati: erano 28mila euro. Brenda mi ha detto che duemila li aveva già spesi”. Piero Petrucci, avvocato di Marrazzo, ha immediatamente smentito la dichiarazione, affermando che “per le rare volte che Marrazzo è andato da questi trans, la cifra pagata è stata di mille euro. Questi 30mila euro mi sembrano una cifra sproporzionata per qualsiasi prestazione”.

Le indagini continuano, intanto, anche sul caso di Gianguarino Cafasso, l’uomo che secondo i carabinieri è stato il ‘regista’ dell’operazione per incastrare Marrazzo. Sarebbe stato lui, infatti, a compiere l’irruzione nell’appartamento di via Gradoli ed a girare il video con un cellulare, cercando successivamente, senza riuscirci, di vendere le immagini al quotidiano Libero (allora ancora diretto da Vittorio Feltri). Cafasso è deceduto il 13 settembre scorso, a 36 anni, in un albergo della periferia della Capitale per arresto cardiocircolatorio, probabilmente sopraggiunto per overdose. I risultati delle analisi tossicologiche sono attesi per i prossimi giorni, ma un primo esito è già nelle mani del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e del pubblico ministero Francesca Passaniti. Le novità, riporta l’agenzia Velino, sarebbero legate all’assunzione di una sostanza, o un farmaco, che potrebbe aver causato il decesso di Cafasso, costringendo i magistrati alla non archiviazione del fascicolo per morte naturale.

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di Nico Falco
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