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In due si arrampicano con una fune su Torre

Maschio Angioino: ancora proteste degli operatori sociali


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Maschio Angioino: ancora proteste degli operatori sociali
24/01/2011, 15:01

NAPOLI – Mattinata di forte tensione davanti al Maschio Angioino per l’ennesima protesta degli operatori sociosanitari che operano nel tessuto regionale. Dopo le occupazioni del Teatro San Carlo e le azioni dei giorni scorsi, stamattina due operatori si sono arrampicati con delle funi sulla Torre del Castello che affaccia sulla strada che conduce a Palazzo San Giacomo. Un atto dimostrativo per denunciare la drammatica realtà che vivono romai da mesi gli operatori del settore, i quali attendono lo sblocco dei fondi da parte delle amministrazioni locali.  "Napoli e la Campania stanno precipitando in una situazione di non ritorno, dove dall’emergenza si passerà allo smantellamento vero e proprio dei servizi sociali realizzati in questi anni con l’apporto fondamentale delle cooperative sociali e delle associazioni” commenta il portavoce di Welfare non è un lusso" Sergio D'Angelo.  

''Scalare le pareti del castello, - ha affermato D'Angelo, -  e' una manifestazione simbolica di disagio per chi come noi e' abituato tutti i giorni a scalare montagne, mentre oggi purtroppo dobbiamo constatare che le istituzioni si arrampicano sugli specchi''. Le manifestazioni andranno avanti ''fino a quando non saranno trovate soluzioni strutt urali''. Intanto, per oggi pomeriggio, come riferito dall'esponente di Gesco, e' fissato un incontro tra Regione Campania e Comune di Napoli per ''verificare - spiega D'Angelo - la rendicontazione presentata dal Comune cosi' da effettuare il trasferimento in tempi rapidi di circa 12 milioni di euro''. Una cifra che, tuttavia, costituisce una piccola parte di quanto atteso. Secondo le cifre riportate, su base regionale, le risorse dovute si attestano sui 500 milioni di euro, mentre per quanto riguarda il Comune di Napoli si e' attorno ai 100 milioni di euro. ''Cio' che chiediamo - ha aggiunto D'Angelo - e' che il calcolo politico e la burocrazia vengano messi in secondo piano rispetto alla ragione e al buon senso perche' qui non solo sono in gioco centinaia di posti di lavoro, ma soprattutto servizi indispensabili per quanti vivono condizioni di disagio sociale e fisico che non possono essere lasciati senza alcuna chance''.

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di Davide Gambardella
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