Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Ma la società nega che sia vero

Massa: dipendente licenziato perchè spiato; i colleghi protestano


Massa: dipendente licenziato perchè spiato; i colleghi protestano
10/05/2010, 17:05

MASSA CARRARA - C'è rabbia all'interno della Bersanti Spa, una società di Massa Carrara che costruisce macchine per il marmo. Ma non, come accade purtroppo fin troppo spesso, perchè ci sono i licenzimenti di massa per la crisi, quanto per il licenziamento di un solo operaio, rappresentenate della Rsu. L'operaio è accusato di essersi messo in malattia diverse volte pur essendo talmente sano da dedicarsi ad attività private, incompatibili con lo stato di malattia. E la lettera di contestazione è estremamente dettagliata: il 17 febbraio alle ore 12.30 l'uomo è andato a Lido di Camaiore, per fissare il ristorante per il matrimonio della figlia; il 18 febbraio alle 9.30 era a visitare la casa dei futuri sposi; poi alle 12.30 era al negozio della moglie; il 22 febbraio è andato in un atelier per abiti da sposa. E via elencando.
Una serie di contestazioni troppo dettagliate, che, secondo il lavoratore e la Cgil a cui il lavoratore si è rivolto per essere tutelato, dimostrano come il lavoratore sia stato spiato dall'azienda, cosa proibita dalle normative vigenti. Non solo, incalza Alessio Castelli, segretario provinciale Fiom-Cgil, ma "nella lettera sono descritti anche momenti di vita familiare privata, cosa inaccettabile e altamente lesiva della dignità umana. Dunque per domani 11 maggio abbiamo indetto due ore di sciopero. Poi denunceremo il fatto alla Regione e proseguiremo con la mobilitazione".
L'azienda dal lato suo nega questa ricostruzione dei fatti: "Da tempo abbiamo chiesto a questo lavoratore di fornirci spiegazioni alle nostre contestazioni e abbiamo accettato anche di incontrarlo insieme ai sindacati ma agli appuntamenti non si è presentato. Non abbiamo spiato nessuno. Abbiamo solo verificato le segnalazioni che ci sono arrivate telefonicamente quando il lavoratore era in malattia e usciva tranquillamente per i fatti suoi".

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©