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"Un gesto superficiale, vigliacco ed inconsulto"

Massimo Tartaglia scrive al Premier e si scusa


Massimo Tartaglia scrive al Premier e si scusa
15/12/2009, 18:12

MILANO - Rottura del setto nasale, di due denti, ferimento del labbro e diversi tagli sul volto; questi i danni fisici causati da Massimo Tartaglia al Premier Sivlio Berlusconi con l'oramai stradocumentato lancio della miniatura del Duomo di Milano. A due giorni di distanza, insieme al fiume tracimante di dichiarazioni e reazioni del mondo politico, arrivano le parole dell'aggressore, che si esprime con alcune righe scritte in una lettera indirizzata al Presidente in persona.
Attraverso i suoi legali Tartaglia ha rivolto un messaggio di scuse al Primo Ministro, definendo il suo gesto come "superficiale, vigliacco ed inconsulto". Continauando, ha poi precisato di non aver avuto nessuno mandante politico e di non riuscire a stabilire il movente del gesto
L'ingegnere informatico conclude rimarcando la sua assoluta estraneità agli atti di violenza come quello di cui si è reso protagonista e, difatti, guardando i precedenti del 42enne, si incasella quello di domenica come un episodio isolato e, al momento, ancora del tutto inspiegabile.
Intanto Il gip Cristina Di Censo si è riservata di poter decidere nei prossimi giorni sulla decisione di convalidare l'arresto dell'uomo mentre, i legali della difesa, hanno chiesto di poter far ricoverare Massimo in una "
una comunità terapeutica che ci ha dato la sua disponibilità a partire dal 4 gennaio". Fino al quattro gennaio la sistemazione ideale proposta sarebbe all'interno di un ospedale psichiatrico.
Il profilo tracciato è infatti quello di un uomo solitario, amante degli animali e con problemi pschici fin dalla tenera età. Ciò che fa riflettere è sicuramente il fatto che, tra i tantissimi che hanno dichiarato di voler adirittura uccidere il Presidente del Consiglio, l'unico che sia riuscito a ferirlo è un uomo che non sapeva neppure quello che stava facendo (e perchè). Se fosse sul serio appurata l'instabilità mentale di Tartaglia e la "casualità" del suo gesto, la preoccupazione dilaniante del ministro Maroni e di tutti gli altri politici che vorrebbero controllare il web per impedire fantomatiche ripercussioni reali dovute a campagne d'odio virtuali, finirebbero con l'apparire come l'ennesima, goffa e poco democratica strumentalizzazione atta a mettere un freno deciso alla sacrosanta libertà d'espressione internettiana.

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di Germano Milite
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