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Il coniuge "compiacente" riceveva circa 1500 euo

"Matrimoni di facciata" a Messina, in manette 13 persone

Assicurata anche la fine della risoluzione del rapporto

'Matrimoni di facciata' a Messina, in manette 13 persone
24/03/2011, 16:03

 MESSINA – Pensate alla chiesa, gli addobbi, gli invitati e tutti gli annessi e connessi di un matrimonio. Poi immaginate che questo sia totalmente “fasullo”, organizzato ad hoc per rimanere in Italia. Non si tratta di un film, ma di quanto accaduto a Messina: qui tredici persone, tra cui quattro extracomunitari nordafricani, sono state arrestate con l’accusa di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina.
In pratica, i membri dell’organizzazione criminale organizzavano cerimonie simulate, attraverso cui  regolarizzavano la presenza di clandestini sul territorio italiano.
L'attivita' investigativa, partita dal settembre 2008 dopo un controllo eseguito presso l'Albo pretorio di Roccavaldina su una sospetta celebrazione, con rito civile, di un matrimonio tra un giovane di nazionalità marocchina, irregolare, ed una donna del luogo, notoriamente convivente more uxorio con un concittadino da cui aveva da poco avuto un figlio, ha consentito ai carabinieri di accertare l'esistenza di un gruppo criminale nel comprensorio che va da Milazzo alla Valle del Mela che, previo pagamento di somme di denaro, imbastiva questi ''matrimoni di facciata'' finalizzati alla regolarizzazione nello stato italiano di extracomunitari clandestini provenienti dalla Tunisia e dal Marocco.
Secondo gli inquirenti, gli uomini e le donne italiani che contraevano matrimonio ricevevano un compenso che si aggirava tra i 1.000 ed i 1.500 euro. I cittadini extracomunitari, sia uomini che donne, intenzionati a regolarizzare con questo 'sistema' la propria posizione in Italia, avrebbero dovuto pagare somme tra i 4.000,00 ed i 5.000,00 euro. Non solo: il gruppo criminale continuava ad assicurare il proprio supporto anche nella successiva risoluzione dei matrimoni, facendosi carico delle spese per le separazioni e per i divorzi. Insomma, sposarsi era proprio un gioco da ragazzi, un espediente “innocuo” che adesso, probabilmente, costerà loro la libertà.

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di Ornella d'Anna
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