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Firenze. Scoperto un giro di riciclaggio di 2,7 miliardi

Maxi operazione contro la mafia cinese


Maxi operazione contro la mafia cinese
28/06/2010, 12:06

FIRENZE - Maxi operazione contro la mafia cinese, riciclati 2,7 miliardi di euro. Il giro faceva perno su una società di money transfert. Le indagini che hanno condotto al blitz sono iniziate nel 2008, quando le fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria di Firenze hanno individuato un sodalizio criminale composto da una famiglia cinese una famiglia italiana. La famiglia cinese, è originaria della provincia di Hubei ed è composta da Jianhan C., padre, 63 anni residente a Milano, e 2 figli, uno 41 anni residente a Padova, e l'altro Cheng Qui, 37 anni residente a Milano,; la famiglia italiana è composta da 2 fratelli bolognesi Fabrizio B., 43 anni, residente a S. Lazzaro, e Andrea B., 43 anni, residente a Pianoro, e il loro padre,66 anni, residente a San Lazzaro. L'attività criminosa della famiglia cinese - spiegano le fiamme gialle - è iniziata nel 2006 quando hanno acquisito una partecipazione della società di "money transfert" - Money2money Srl - con sede legale a Bologna e sub-agenzie sparse su tutto il territorio nazionale. L'ingresso nella società è avvenuto mediante un prestanome, una giovane donna che svolgeva le pulizie presso l'abitazione della famiglia. L'entrata nella compagine sociale dei cittadini cinesi ha provocato un'improvvisa ed esponenziale crescita della raccolta di denaro da trasferire in Cina. Le rimesse erano effettuate sia da imprenditori che da privati. La "Money2Money Srl" era stata fondata dalla famiglia bolognese che, una volta entrata nell'orbita dei soggetti cinesi, hanno messo a disposizione dell'organizzazione criminale la propria conoscenza del settore, controllando l'operato di ogni sub agenzia e risolvendo eventuali problematiche nel trasferimento del denaro. L'attività illecita si è sviluppata con le caratteristiche mafiose. La struttura verticistica, che faceva capo alla famiglia cinese, controllava, con forme di intimidazioni psicologiche e a volte violente, le attività illecite della comunità cinese su tutto il territorio dove la stessa è risultata più presente. Alcuni esponenti e soggetti collegati alla famiglia cinese risultano indagati e condannati nel contesto di differenti procedimenti penali seguiti dalla Procura di Firenze, come l'operazione Ramo d'Oriente e Operazione Gladioli Rossi. La società Money2money, tramite le filiali di Prato, Sesto Fiorentino, Empoli, Milano, Roma, Napoli, è servita per operare il riciclaggio del denaro "sporco" proveniente dalle diverse attività economiche illegali commesse dalla numerose imprese cinesi presenti nelle Provincie di Firenze e Prato. Per far perdere le tracce della provenienza illecita del denaro e per ostacolare l'individuazione dei soggetti titolari dei proventi, la somma complessiva era frazionata in migliaia di tranches di euro 1.999,99 - il limite massimo consentito per ogni singolo trasferimento è euro 2.000 - la cui titolarità era attribuita a soggetti compiacenti o, il più delle volte, a persone ignare o addirittura inesistenti. Il costo per le imprese depositanti era di 15-17 euro per ogni singolo trasferimento. Il costo del documento di un soggetto a cui intestare il bonifico era di 5 euro. Naturalmente - spiegano i finanzieri - di più documenti si disponeva e più velocemente era fatto il trasferimento delle somme di denaro in Cina, poiché con un solo documento si dovevano aspettare 8 giorni prima di poterne fare un altro. I documenti migliori erano quelli di persone che ancora non erano uscite dalla Cina, in modo tale da sfuggire ad eventuali verifiche.

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di Redazione
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