Cronaca / Droga

Commenta Stampa

Scoperti anche panetti di cocaina preparati 'col pezzotto'

Maxisequestro a Scampia: 400 kg di droga e 'casse continue'


Maxisequestro a Scampia: 400 kg di droga e 'casse continue'
31/08/2009, 22:08

Depositi nascosti, una sorta di ‘cassa continua’, armi e droga della camorra. E’ di 400 chilogrammi di stupefacenti e 250mila euro in contanti il bilancio dell’ultima maxioperazione eseguita dalle forze dell’ordine tra Scampia e Mugnano, regno dei cosiddetti Scissionisti, la costola ribelle del clan Di Lauro facente capo a Raffaele Amato (arrestato) e Cesare Pagano (latitante). Dopo lunghi appostamenti nelle zone che sono ormai da anni considerate il tempio dello spaccio di droga, i carabinieri sono riusciti a individuare i depositi nascosti nelle case di insospettabili, i nascondigli delle armi ed il denaro, in contante, di cui potevano disporre i membri del clan mettere al sicuro gli incassi della giornata. Nell’ambito dell’operazione, gestita dal Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, del colonnello Fabio Cagnazzo, sono finite in manette sette persone, tutte incensurate.

I SOLDI Particolarmente ingegnoso il sistema che gli Scissionisti avevano escogitato per nascondere il denaro. Le banconote, che venivano arrotolate, venivano depositate nelle due “casse continue” del clan, scoperte in due appartamenti del lotto G di Scampia, la cui custodia era affidata a degli insospettabili, tra cui un anziano di 75 anni. I custodi non avevano le chiavi, il denaro veniva ritirato di tanto in tanto da ‘personale apposito’ del clan. Una delle casse era protetta da uno sportello, ricoperto da mattonelle, che veniva azionato tramite un telecomando.

LA DROGA Gli stupefacenti sequestrati, una volta immessi sul mercato, avrebbero fruttato circa 15 milioni di euro. Sono finiti invece nelle mani dei carabinieri circa 400 chilogrammi di droga di vario tipo, tra cocaina e hashish. Gli stupefacenti sono stati rinvenuti all’interno di due appartamenti di Scampia, in uno dei quali è stata rinvenuta anche una delle due casse continue a disposizione del clan. A Mugnano, comune a Nord di Napoli, la cocaina veniva probabilmente addirittura coltivata: in un appartamento le forze dell’ordine hanno infatti rinvenuto alcune migliaia di semi. Nei due garage sono stati infatti ritrovati 50 chilogrammi di marijuana, 50 chili di cocaina pura di cui 12 chili divisi già in dosi e gli altri in panetti da un chilo ciascuno. Ritrovate, inoltre, dosi di crack, 15 chilogrammi di eroina di cui 10 divisa in pani più numerose dosi. Trovati anche 200 chilogrammi di hashish. Nei due box sono stati poi rinvenuti 10 chilogrammi di sostanze da taglio, 50 litri di acetone e 3 forni a microonde e poi gabbiette e stampi con simboli vari.

LE ARMI I membri del clan, all’occorrenza, potevano anche contare su di un piccolo arsenale. Tre pistole con un colpo in canna e un fucile sono stati ritrovati sotto una statua raffigurante Padre Pio, ubicata di fronte a due isolati del Lotto G a Scampia. Le armi venivano prese spostando la statua.

GLI ARRESTATI Si tratta di sette persone, tutte incensurate e probabilmente scelte perché ritenute insospettabili. Le prime cinque sono state fermate perché trovate all’interno di due abitazioni distinte, nelle quali vi era la ‘cassa continua’ degli Amato-Pagano e la droga. In un appartamento sono finite in manette 4 persone: il capofamiglia 75enne più tre figli. Una donna è stata sorpresa in un altro appartamento; in entrambi gli appartamenti sono stati rinvenuti i soldi. I circa 250mila euro sequestrato, secondo gli investigatori, rappresentano il provento di un paio di giorni di spaccio. Le altre due persone sono state arrestate a Mugnano, dove i carabinieri hanno sequestrato, tra l’altro, due box veri e propri supermarket della droga.

STUPEFACENTI TAROCCATI I clan avevano trovato un sistema redditizio per far fruttare ancora di più la droga, che presumibilmente arrivava attraverso le rotte del narcotraffico stabilite col Sudamerica. Parte della cocaina spacciata per pura, infatti, era stata già tagliata con un ingegnoso sistema: la ‘neve’, durante la procedura di confezionamento del panetto, veniva ‘allungata’ e tramite una pressa idraulica venivano impresse delle forme simili a quelle trovate sulle confezioni provenienti dal sud America; i circa cento grammi di cocaina veramente pura che venivano utilizzati per un panetto da un chilo venivano messi alle estremità, in modo da trarre in inganno chiunque volesse assaggiarla per acquistarla, anche i più esperti. In questo modo da 500 grammi di cocaina pura i trafficanti potevano ricavare ben oltre un chilo di cocaina ‘taroccata’.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©