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Trovato in Guatemala un calendario che smentisce previsione

Maya, la fine del mondo non ci sarà il 21/12/2012


Maya, la fine del mondo non ci sarà il 21/12/2012
11/05/2012, 19:05

ROMA – La predizione dei Maya sulla fine del mondo non è esatta. Il 21 dicembre di quest’anno, dunque, non sarà un ultimo giorno. In Guatemala è stato ritrovato il più antico calendario della civiltà dell'America centrale: è questo reperto che smentisce le credenze diffuse fino a oggi. E’ stato portato alla luce da una squadra di studiosi, dovrebbe risalire al IX secolo. Era dipinto sulla parete di una grotta nella città maya di Xultùn.
Il calendario documenta i cicli lunari e smonta la teoria di chi prospettava la fine del mondo nel 2012 basandosi nei 13 cicli del calendario maya conosciuto finora, cioè quello Baktun.
Il ritrovamento testimonia che ci sono più di 13 cicli e che, secondo le previsioni maya, la Terra vivrà ancora per altri milioni di anni. I geroglifici ritrovati, in quello che sembra essere un tempio nella megacittà di Xultùn nella regione del Petén, è di vari secoli più antico del libro mano scritto del periodo Postclassico sul quale si erano basate le interpretazioni sui calcoli dei maya.
Anche se alcune zone della grotta sono danneggiate, si sono conservati diversi geroglifici rappresentanti uomini con colori rossi e neri e in una delle figure appare anche il dio Quetzalcoatl, la divinità suprema della civilità maya, con le piume azzurre attorniato da glifi intorno al viso. Nella parte est appaiono una serie di calcoli che corrispondono al ciclo lunare, mentre i geroglifici nella parte nord si pensa possano rappresentare i cicli planetari di Marte, Mercurio e forse anche Venere. Gli studiosi sostengono che l’obiettivo di questo calendario era quello di cercare l’armonia tra i moti degli astri celesti e i rituali sacri.
Ma le sorprese potrebbero non essere finite. Le ricerche, infatti, continuano dato che quasi l’intera zona di Xultùn deve ancora essere esplorata.

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di Rossella Marino
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