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Incrociano le braccia oltre 3000 impiegati. E' caos

Mediaset, per la prima volta i dipendenti scioperano contro l'azienda


Mediaset, per la prima volta i dipendenti scioperano contro l'azienda
10/01/2010, 17:01

ROMA - Potrebbe rappresentare uno degli eventi storici dell'epoca moderna lo sciopero di oltre 3.000 dipendenti che si è tenuto quest'oggi nel centro di produzioni televisive Videotime a Roma. I "dissidenti" hanno addirittura intonato slogan e cori contro Silvio Berlusconi il quale, prima di oggi, si era sempre vantato per l'irreprensibile condotta dei dipendenti della sua azienda. Il motivo che ha spinto i 3000 ad incrociare le braccia dipende dalla scelta annunciata di affidare a ditte esterne le attività di satoria, trucco e acconciatura.
Il disagio scatenato dalla protesta è ampio e riscontrabile dato che, dalla Mediaset, hanno quasi subito avvertito della possibilità di cancellare alcuni programmi e di utilizzare le repliche come riempitivi d'emergenza. Per la prima volta nella sua storia, la tv berlusconiana è dunque posta sotto il totale scacco dei suoi fino ad oggi fedelissimi dipendenti. "Un vero incubo", commenta su Reuters il parrucchiere con ventennale esperienza Paolo Bambusi.
Anche lui, come tantissimi altri, rischia seriamente di trovarsi senza un lavoro da un giorno all'altro. Ad essere molto preoccupati sono anche i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.
Dopo il settore del "trucco e parrucco", infatti, si teme per una dislocazione esterna anche di alcuni uffici, settori o attività del gruppo fondato dal Presidente del Consiglio negli anni 70. Il caso in questione è particolarmente indicato per una lunga serie di motivi e, tra questi, il più importante è sicuramente ricollegato all'enorme potere impiegatizio delle imprese del Cavaliere. Un potere in questi ultimi anni non indifferente crisi che dà letteralmente da mangiare a migliaia e migliaia di cittadini; anche incredibilmente lontani dalle logiche di Governo ed in molti casi finanche ostili al berlusconismo. La protesta odierna; scaturita da un pericolo reale quanto terribile per i lavoratori, conferma dunque che la "macchina" mossa dal tanto amato-odiato Primo Ministro Italiano, non può essere spenta da un giorno all'altro senza causare ripercussioni sociali da non sottovalutare. Gli antiberlusconiani e i berlusconiani hanno da oggi un motivo in più per riflettere; su cosa lo abbiamo precisato fino ad un rigo fa.

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di Germano Milite
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