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La denuncia shock dell'associazione umanitaria

Medici Senza Frontiere: "I Cie sono delle carceri"


Medici Senza Frontiere: 'I Cie sono delle carceri'
02/02/2010, 19:02

NAPOLI - Che si chiamino Cie, Cara o Cda poco cambia: i centri di raccolta degli immigrati irregolari sono delle vere e proprie carceri e, per i clandestini, rappresentanp una prospettiva ancora peggiore del rimpatrio forzato nel proprio paese. Ad affermarlo è Medici senza frontiere al termine di una dettagliata ricerca effettuata sulle condizioni di vita dei migranti all'interno delle 21 strutture diverse presenti in Italia.
Ovunque si sono registrati sovraffollamento, condizioni pessime di igiene, assenza di beni di prima necessità e continue rivolte.
La coordinatrice medica Msf-Missione Italia Alessandra Tramontano ha studiato a lungo le condizioni psico-fisiche in cui verso gli ospiti dei vari centri e ha fatto notare che, in posti "dove i ritmi della giornata sono scanditi solo dai pasti e dal dormire e dove la gente non fa nulla si aggrava uno stato mentale, un disagio dopo l'odissea vissuta per arrivare fino a qui, che crea un vero e proprio stress per molti pazienti".
"abbiamo visto più volte il timore di andare in ospedale per non rischiare una denuncia -
continua la dottoressa - perché fa più paura entrare in un Cie che un eventuale rimpatrio".
il rapporto intitolato Al di la del muro e presentato oggi da Mdf ha tentato di fare un raffronto tra la situazione attuale di gestione dei Cei e quella che si era registrata 5 anni fa; quando numerose denunce vennero presentate da diverse associazioni umanitarie. Verdetto? Dal 2005 ad oggi nulla è cambiato e la situazione per i numerosi clandestini è insostenibile. Container fatiscenti e sovraffollati, sporcizia diffusa, cattivi odori, servizi igienici carenti, mancanza di spazi e addirittura presenza di topi fanno paragonare le strutture "a delle vere e proprie carceri".
Le responsabilità sono sicuramente da attribuire ai gestori ma, come precisa il direttore generale Kostas Moschochoritis  "Verso gli immigrati il clima è sempre più ostile e lo dimostra la vicenda di Rosarno".
E a proposito di clima ostile, quello che si respira all'interno delle varie "strutture di accoglienza" è incredibilmente teso e plumbeo.
"Periodicamente nei centri -
ha raccontato infatti il vice capo missione Msf Italia Rolando Magnano - scoppiano rivolte anche molto violente. Nel Cie in provincia di Gorizia siamo entrati dopo giornate di scontri durissimi, scortati dalla polizia in assetto anti-sommossa".
Magnano descrive poi l'atmosfera sconcertante ed angosciante che si respirava all'interno del Cara di Crotone e del Cei di Bari. Nel primo centro i volontari sono stati scortati da "un blindato e quattro militari che ci hanno impedito di parlare informalmente con i trattenuti del centro, del resto molto preoccupati di parlare per paura di eventuali conseguenze". Stesso scenario da campo di prigionia anche a Bari; dove l'autorizzazione ad entrare è stata negata per bene due volte prima della visita "anche se avevamo annunciato il nostro arrivo 10 giorni prima". Anche li "ci è stato precluso l'accesso agli spazi abitativi, e le pareti annerite dal fumo recavano chiari i segni di una recente rivolta".
Il rapporto dell'associazione umanitaria parla dunque di centri di raccolta umani dove i clandestini sono trattati in via preventiva come trasgressori, dove scoppiano rivolte e dove anche bimbi e neonati vivono in ambienti grigi, cupi, sporchi e violenti. Sembra uno scenario da film; sicuramente molto lontano dall'idea di civiltà che uno stato che come il nostro si proclama avanzato. Strumentalizzare gli immigrati è incredibilmente semplice sia per la destra che per la sinistra...aiutarli sul serio è invece molto più complicato; forse soprattutto per la sinistra.

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di Germano Milite
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