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Medicina: da Napoli la cura per le ulcere diabetiche e non solo


Medicina: da Napoli la cura per le ulcere diabetiche e non solo
24/01/2011, 12:01

Napoli - Guarire le ulcere diabetiche “difficili” oggi è possibile. E' tutta napoletana la ricerca messa a punto da due medici partenopei che hanno applicato la cura su pazienti che da anni non guarivano nonostante le diverse tecniche utilizzate. Il risultato è stato ottenuto dalla collaborazione tra il Dott. Marco Moraci (in foto), chirurgo plastico partenopeo che opera tra Napoli e Londra e che da tempo studia le cellule staminali estratte da grasso e dal Professor Alfonso Barbarisi, direttore del Laboratorio di Biotecnologie applicate alle Scienze Medico-Chirurgiche della Seconda Universita' di Napoli.

Il Dott. Moraci ha conseguito il dottorato di ricerca in biotecnologia proprio nel dipartimento di scienze medico chirurgiche della seconda università di Napoli diretto dal Prof. Barbaris. Il risultato di questa ricerca apre inoltre la strada per l’utilizzo delle cellule staminali in altre specialità' chirurgiche, come la chirurgia estetica (ringiovanimento facciale e rimodellamento del seno) la cardiochirurgia (infarto del miocardio) e malattie degenerative.

“Recentemente è stato dimostrato” ha dichiarato il Dott. Marco Moraci “grazie al nostro lavoro effettuato nel Laboratorio diretto dal Prof. Barbarisi, la capacità delle cellule staminali da grasso di auto differenziarsi in osteoblasti quando sono messe su una matrice simile all’osso. Nel reparto della IX chirurgia della SUN diretto dal Prof. Barbarisi sono state selezionati due pazienti affetti da ulcere diabetiche “difficili”. Tali ulcere non guarivano da anni nonostante le diverse cure utilizzate. Quindi abbiamo deciso di utilizzare una tecnica chirurgica del tutto innovativa.
 
Abbiamo effettuato un prelievo di grasso dall'addome mediante cannula da liposuzione, il prelievo è stato processato con un nuovo macchinario americano di ultimissima generazione che ha estratto un cocktail di precursori cellulari ed in particolare: cellule staminali pluripotenti fibroblast-like; precursori staminalici endoteliali; precursori staminalici muscolari. E’ stato dimostrato in letteratura che queste cellule sono essenziali per la ricostruzione di un intero tessuto.

Questo cocktail di precursori staminalici è stato poi trapiantato sulle zone da trattare con delle microcannule. Una parte di queste cellule è stata inviata nel nostro laboratorio per la caratterizzazione. A distanza di pochi giorni abbiamo documentato un miglioramento notevole del quadro clinico delle ulcere. Al tempo stesso gli studi in laboratorio hanno confermato per ogni estrazione fatta la presenza dei tre tipi di precursori staminalici essenziali per la ricostruzione di un tessuto” ha concluso Marco Moraci.

“Si parla di cellule staminali ormai da anni” ha ribadito Marco Moraci “ma fino ad oggi non si erano fatte ancora applicazione cliniche concrete. Il nostro lavoro, rispetto ad altri finora eseguiti, si avvale dell' utilizzo di una metodica del tutto innovativa che permette l'isolamento in poche ore di un cocktail di cellule staminali ed il loro trapianto in alte concentrazioni in tutti quei casi in cui il corpo umano e' andato incontro a perdite di sostanza come ad esempio le ulcere degli arti inferiori”.

Secondo gli studi condotti da Moraci/Barbarsi questa metodica potrà essere utilizzata anche in chirurgia ricostruttiva post-oncologica, come quella mammaria, per esiti di mastectomie o di qualsiasi intervento demolitivo della mammella. La metodica è supportata in parallelo da una studio in laboratorio che in pochi giorni dà l’esatta composizione delle cellule estratte, confermando il tipo di cellule presenti, il loro potenziale staminalico e ricostruttivo.


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di redazione
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