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MEDICO MORTO IN RAPINA: RESTA IL GIALLO SU CHIAVI


MEDICO MORTO IN RAPINA: RESTA IL GIALLO SU CHIAVI
15/11/2007, 10:11

MILANO - E' un momento cruciale per le indagini, se si sposta una virgola salta tutto: così un investigatore riassume lo stato dell'inchiesta sulla morte di Marzio Colturani, il medico di 64 anni che ha perso la vita per le conseguenze di una rapina in casa a Milano. Il giallo, però, rimane, ed è tutto incentrato sulle chiavi. Quel mazzo di cui si è parlato subito, e con il quale i rapinatori avrebbero potuto, si diceva, entrare nell' appartamento di soppiatto e aggredire nel sonno il medico e il figlio minore, Luca, che dormiva nella stanza accanto. Una copia fatta da qualcuno, si era anche detto, soprattutto in riferimento a una colf moldava che lavorava a ore per la famiglia Colturani e sulla quale lo stesso Matteo, il figlio maggiore, aveva espresso perplessità.


La donna è stata sentita a lungo e poi rimandata a casa. Ma una prima svolta sulle indagini e'  arrivata e a fornirla è stato proprio il figlio che ha subito la rapina con il padre, Luca, sentito per oltre quattro ore dal pm che coordina le indagini, Bruna Albertini. Le chiavi erano nella toppa. Secondo indiscrezioni, infatti, e per quel che si ricorda il giovane, quando sono andati a letto, padre e figlio hanno lasciato le chiavi (come fa la stragrande maggioranza delle persone) nella serratura della porta blindata. Se questo particolare venisse confermato è ovvio che anche il possesso di una copia delle chiavi da parte dei banditi non avrebbe permesso loro di entrare senza effrazioni. Che però non sono state evidenziate. Non si esclude, quindi, che la porta sia stata aperta grazie a qualche marchingegno: in particolare si indaga su alcune tecniche che permetterebbero dall'esterno di far girare le chiavi lasciate dentro la porta chiusa, direttamente agganciandone la punta. Altrimenti non rimarrebbe che l'ipotesi della dimenticanza, il non averla chiusa a chiave.

 "Stiamo valutando tutte le ipotesi per quelle chiavi" aveva detto già in mattinata un alto ufficiale del comando dei carabinieri di via della Moscova. Sul fatto che invece sia stato risentito così a lungo il figlio Luca, fonti vicine all'Arma spiegano che si sarebbe trattato di routine. Ma qualche particolare, in tutta la vicenda, sembra inconsueto per una rapina di 'razziatori'. Ad esempio il fatto che il medico sia stato avvolto in una coperta invece che legato con dei semplici giri di nastro, come il figlio. Fatto, questo, che forse ha concorso a causarne la morte "per soffocamento". Un'insufficienza respiratoria riscontrata dall'autopsia e che sarebbe stata causata dal nastro adesivo messo tra la bocca e il naso. Nelle prossime ore, forse, nuovi elementi potrebbero far prendere alle indagini la pista giusta. Rimane aperta anche l'ipotesi di una banda che possa avere approfittato dei lavori di ristrutturazione nell' appartamento: le chiavi di casa, infatti, erano sì state cambiate di recente, ma durante i lavori in corso, e non a cantiere chiuso. Intanto nel quartiere Fiera, a Milano, c'é chi dice di avere paura. "Un fatto del genere non era mai accaduto, qui - dice una donna che abita nel palazzo - Ora non vado a letto tranquilla".

(fonte: Ansa.it)

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di Redazione
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