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Papà Melania: "Ce l'aspettavamo"

Melania, chiesto ergastolo per Parolisi


Melania, chiesto ergastolo per Parolisi
19/10/2012, 13:40

TERAMO - Ergastolo per Salvatore Parolisi. Questa la pena chiesta dai Pm di Teramo per l'ex caporale degli alpini accusato di aver ucciso la moglie, Melania Rea. ''E' quello che ci aspettavamo la richiesta di un ergastolo senza attenuanti''. Cosi' l'avvocato della famiglia Rea, Mauro Gionni, all'uscita dell'aula dove pochi minuti fa il Pm Davide Rosati ha chiesto la pena massima per Salvatore Parolisi, reo, secondo l'accusa di aver ucciso la moglie Melania con 35 coltellate il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella. Si e' conclusa cosi' la prima parte della requisitoria odierna, piu' tardi sara' il turno della parte civile ossia proprio l'avvocato Gionni.

L'udienza al tribunale di Teramo per il processo con rito abbreviato condizionato a Salvatore Parolisi è iniziata questa mattina
. In aula, davanti al gup Marina Tommolini, sono presenti l'imputato e i familiari della vittima (il padre, il fratello Michele e lo zio Gennaro). I pubblici ministeri Greta Aloisi e Davide Rosati hanno iniziato la requisitoria che si concludera' con la richiesta dell'ergastolo. Poi tocchera' alla parte civile che formulera' la richiesta di risarcimento danni.

Lavori a porte chiuse perché con rito abbreviato. Fuori dall'aula sono finiti anche i tre periti di parte civile per espressa decisione del giudice: si tratta di Margherita Carlini, Maria Baldi e Roberta Bruzzone che hanno redatto le perizie per i famigliari Rea.

''Dalle requisitorie non mi aspetto molto di piu' di quello che gia' so: la famiglia Rea la verita' la conosce e si e' fatta le sue convinzioni''. E' sereno ma amaro il commento di Gennaro Rea, papa' di Melania, poco prima di entrare nell'aula del Tribunale di Teramo dove oggi hanno spazio le reguisitorie dei pm e della parte civile.

Papa' Rea e' arrivato a Teramo con lo zio di Melania, Gennaro, e con il figlio Michele. ''Quello che conta e' che nostra figlia non c'e' piu', io mi aspetto solo che la giustizia faccia il suo corso, ma - ripete - le mie convinzioni non me le tocca nessuno. Quindi, viva la giustizia, viva la magistratura, viva l' Italia'', conclude il papa' della mamma napoletana uccisa il 18 aprile del 2011.

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di Veronica Riefolo
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