Cronaca / Nera

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Difesa Parolisi: Se condanna no ergastolo ma pena più umana

Melania: finita udienza, Corte Appello in Camera Consiglio-video

Al via giornata decisiva, oggi la sentenza

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Melania: finita udienza, Corte Appello in Camera Consiglio-video
30/09/2013, 12:13

L'AQUILA - Si è conclusa dopo due ore e mezzo con le repliche l'udienza finale del processo in Corte d'Assise d'Appello per l'omicidio di Melania Rea. Prima di uscire dall'aula il procuratore generale, Romolo Como, non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma rimane sottointeso che ha chiesto la conferma dell'ergastolo per Salvatore Parolisi. A quanto si è appreso notizie sull'orario della sentenza verranno comunicate dalla Corte, presieduta da Luigi Catelli, nel primo pomeriggio direttamente ai legali del processo
La famiglia Rea, padre, madre e fratello, è salita al completo in Corte d'Assise d'Appello a L'Aquila per l'ultima decisiva giornata del processo di secondo grado per l'assassinio di Melania, uccisa con 35 coltellate il 18 aprile 2011 nel boschetto di Civitella di Ripe (Teramo). Il collegio, presieduto dal presidente Luigi Catelli ha ascoltato le repliche e poi si è chiuso in camera di consiglio per dar vita comunque a una decisione: se confermare o meno la condanna all'ergastolo per Salvatore Parolisi, come chiesto dal procuratore generale, Romolo Como, o dare il via all'esame di nuove perizie.

Ma la difesa di Salvatore, arrivata di prima mattina dal carcere di Castrogno di Teramo, dove Parolisi è detenuto dopo la condanna del 26 ottobre 2012 al carcere a vita in primo grado, ha le idee chiare: "Questo non è un processo da ergastolo - ha detto infatti uno dei difensori dell'ex caporalmaggiore, Nicodemo Gentile - qualora il collegio d'appello decidesse di confermare la colpevolezza di Salvatore, l'ergastolo sarebbe comunque una pena smisurata, che non terrebbe conto degli orientamenti di altri giudizi. Ci aspettiamo la concessione delle attenuanti e magari anche la cancellazione della crudeltà e quindi la pena sarebbe più umana". Gentile non lo vuole dire espressamente ma per la difesa una nuova condanna sotto i 30 anni sarebbe un successo dibattimentale.

Di tutt'altro parere la famiglia Rea, e infatti il fratello Michele spera nella conferma dell'ergastolo perché "sarebbe un segno tangibile, un segnale al Paese per tutte le vicende di violenza sulle donne, e confermerebbe una linea dura sul femminicidio".

Secondo i legali delle parti, la sentenza potrebbe arrivare nel tardo pomeriggio.

L'intervento del legale della famiglia Rea, Mauro Gionni, è stato incentrato su alcune prove per smontare le repliche della difesa di Salvatore Parolisi. In udienza, come ha raccontato lo stesso Gionni, è stato mostrato un video che mostra Parolisi sullo stesso luogo del delitto mentre dondola la figlia Vittoria con gli stessi abiti di quel triste 18 Aprile, una video chat con l'amante Ludovica, nella quale i due si mostrano reciprocamente le parti intime, ma soprattutto un filmato del 20 Aprile, giorno in cui è stato ritrovato il cadavere di Melania, nel quale sono evidenti macchie di sangue rappreso che secondo la difesa di Salvatore potrebbero aver dato vita a quell'impronta sullo chalet che potrebbe dimostrare l'innocenza dell'ex caporalmaggiore. Gionni ha invece spiegato che i militari della scientifica si sono addirittura sporcati i guanti con quel sangue e che quindi quell'impronta può avere quel tipo di origine. La chat hard con Ludovica è stata mostrata, ha spiegato Gionni, per contestualizzare la lettera prodotta dalla difesa di Parolisi nella quale Salvatore dice alla moglie di volerle bene: la chat è di soli quattro giorni prima la lettera spedita alla moglie. Il procuratore generale Romolo Como, secondo quanto riferito, ha chiesto la conferma dell'ergastolo, la difesa di Parolisi si è invece espressa per una assoluzione. 

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di Veronica Riefolo
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