Cronaca / Nera

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Presto sarà ascoltato il marito, i cui alibi vacillano

Melania Rea, il giallo si infittisce

Nessuna traccia del Dna dell'aguzzino sotto le unghie

Melania Rea, il giallo si infittisce
05/05/2011, 21:05

ASCOLI PICENO – Sembra infittirsi di ora in ora il mistero relativo alla morte di Melania Rea, la ventinovenne uccisa brutalmente il 18 aprile scorso. Presto il magistrato di Ascoli Piceno potrebbe ascoltare il marito della donna, Salvatore Parolisi, le cui deposizioni relative al giorno della scomparsa non sembrano trovare corrispondenza con quelle degli altri testimoni. Anche la testimonianza del titolare del bar dove la donna si è fermata prima di morire vacilla: il gestore afferma di aver visto Parolisi nel suo locale con la figlia di un anno e mezzo assieme ad una donna. Chi sia però questa donna non si sa, visto che l’uomo non è certo fosse Melania.
Intanto, non c’è traccia del Dna dell’assassino sotto le unghie della vittima. In un primo momento si era ipotizzato che, prima di morire, si fosse difesa graffiando il suo aguzzino ma anche questa supposizione sembra essere decaduta. Secondo gli accertamenti, inoltre, l'omicidio sarebbe avvenuto proprio nel luogo del ritrovamento del corpo, ma gli inquirenti non escludono altre ipotesi, come quella che voleva Melania uccisa in un altro luogo e poi trasportata gi morta alle Casermette di Ripe di Civitella.
Quanto alla svastica e alle siringhe sul collo, questi appaiono solo dei macabri tentativi di depistaggio. Chiunque sia il colpevole, comunque, sta riuscendo bene nel suo intento.

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di Ornella d'Anna
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