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È polemica sulle parole di Ludovica, l’amante di Salvatore

Melania Rea: per Parolisi incidente probatorio negato


Melania Rea: per Parolisi incidente probatorio negato
01/07/2011, 15:07

Il Gip di Ascoli Piceno, Carlo Calvaresi, ha respinto la richiesta di incidente probatorio avanzata qualche giorno fa dai difensori di Salvatore Parolisi. L’istanza era stata presentata per chiedere l’intervento di un giudice terzo nell’inchiesta, dinanzi al quale poter accertare “l’ora, il luogo e il tipo di arma utilizzata” per l’omicidio della moglie, Melania Rea, per la cui uccisione lo stesso Salvatore è indagato a piede libero.
Alla richiesta di incidente probatorio si era già opposto il pm Umberto Monti, che non aveva utilizzato mezzi termini nel definirla infondata e inammissibile, perché sull’omicidio sono già stati disposti, e stanno per concludersi, una serie di atti irripetibili, dei quali Parolisi è sempre stato informato. Osservazioni analoghe, inoltre, erano state formulate anche dal legale dei familiari di Melania, l’avvocato Mauro Gionni, secondo il quale l’istanza dei difensori di Parolisi era un inutile doppione.
Intanto fanno discutere le parole di Ludovica Perrone, la soldatessa amante di Salvatore Parolisi: la donna ha rilasciato un’intervista esclusiva a “Quarto Grado”, la trasmissione condotta da Salvo Sottile in onda su Retequattro, nel corso della quale ha dichiarato: “Ho sofferto molto e comunque mi sono sentita presa in giro. Una persona può aver sbagliato e chi meglio di me può saperlo: lui ha sbagliato con lei e anche con me. Però questo non vuol dire che sia un assassino”. A proposito delle telefonate di Melania, che lei conferma di aver ricevuto due volte, Ludovica dice: “Ho letto che lei mi avrebbe minacciato di rovinare la carriera a entrambi. Assolutamente e categoricamente smentisco che lei l’abbia fatto, sia nei miei confronti che nei confronti di Salvatore, primo perchè i problemi erano altri, poi perché non aveva prove poiché la relazione fra me e Salvatore è cominciata dopo i tre mesi in cui ero sua allieva e non prima”.

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di Antonio Formisano
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