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Melania uccisa per un rapporto sessuale negato

La ricostruzione dei giudici conferma condanna Parolisi

Melania uccisa per un rapporto sessuale negato
03/01/2013, 09:25

Sessantasette pagine che ricostruiscono i fatti di quel 18 aprile, quando Melania Rea venne uccisa. Il Gup di Teramo Marina Tommolini scrive che a scatenare il raptus dell’assassino Salvatore Parolisi è stato un rapporto sessuale negato dalla moglie. “E’maturato nell'enorme frustrazione vissuta da Salvatore Parolisi nell'ambito di un rapporto divenuto impari per la figura ormai dominante di Melania”, si legge nella ricostruzione che conferma la colpevolezza del caporal maggiore dell’Esercito, in carcere dal 19 luglio 2011 per l’omicidio della moglie. Quella mattina Salvatore e Melania, insieme alla figlia, si recarono a Colle San Marco, ma “Melania non gradendo la scarsa igiene delle altalene dei piccoli e trovando il gioco sull'altalena dei grandi pericoloso per la figlia, ha proposto di lasciare il pianoro e di andare al chiosco della pineta (a Ripe di Civitella, ndr), curiosa di conoscere i luoghi ove si addestrava il marito e in cui era già stata, dovendo però desistere per la neve”. Quando scesero dalla macchina, Salvatore, per il freddo, indossò il pantalone militare e la casacca che aveva con sé, portando un coltello a serramanico “forse per cercare un albero della cuccagna da portare alla suocera o forse per tagliare un qualcosa da mangiare che Melania aveva portato per la merenda della bambina, senza poter escludere che avesse anche le scarpe ed i guanti militari”. Melania doveva fare pipì, quindi si allontanò dietro al chiosco. A questo punto, secondo il giudice, vedendola con i pantaloni abbassati, le si avvicina il marito Salvatore, che tenta di avere un rapporto sessuale, che gli viene negato per la presenza della figlia in auto e per il problema dell’ernia che affliggeva Melania. Salvatore quindi reagì e la uccise. “Nel tentativo di allontanare i sospetti che lo vedevano come il maggior indiziato per il delitto di Melania”, si legge ancora nelle motivazioni del Gup Tommolini, “ha fornito una mole di menzogne  che, inconsapevolmente, se valutate unitamente a tutti gli altri elementi raccolti, hanno costituito una sorta di confessione”.  

 

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di Maria Grazia Romano
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