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Il Gip di Teramo apre un nuovo scenario

Melania uccisa per un segreto inconfessabile


Melania uccisa per un segreto inconfessabile
03/08/2011, 18:08

 

TERAMO –  Segreti inconfessabili. Sarebbe stato questo il motivo per cui Melania Rea, la mamma 29 enne di Somma Vesuviana, sarebbe stata uccisa lo scorso aprile. Non più, dunque, il movente passionale. Il motivo  dell'omicidio del bosco delle Casermette va ricercato in qualcosa di inconfessabile che c’è nella caserma di Ascoli, il luogo di lavoro in cui Salvatore Parolisi si rifugiò il 19 aprile invece di disperarsi per la madre di sua figlia, scomparsa 24 ore prima.

Il mistero del 235esimo Rav, è lo scenario che apre il Gip di Teramo Giovanni Cirillo nelle 185 pagine della nuova ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Parolisi.

Il gip punta il dito, soprattutto, su timori e inquietudini di Melania negli ultimi giorni di vita. “Seguiva il marito - scrive Cirillo nell’ordinanza - lo controllava, in qualche caso lo aveva pedinato. Può aver scoperto qualcosa di inconfessabile”. Ma resta il punto interrogativo: cosa.
Il magistrato non esclude la pista della droga, ma al momento sono solo supposizioni. Nella nuova ordinanza, inoltre, c’è il richiamo alla testimonianza di Imma, l'amica del cuore di Melania, a cui quest’ultima avrebbe confessato al telefono di aver paura per poi esprimere il desiderio di incontrarla quanto prima per parlarle. Ma non solo. C’è anche il richiamo a quanto accaduto nel 2008, quando Salvatore e Melania erano ancora fidanzati: quell’incidente stradale in cui muorì un bimbo di soli due anni. Salvatore era accanto al guidatore e tra poco sarebbe iniziato il processo, il soldato e la moglie avrebbero dovuto testimoniare. Secondo quanto riporta il Gip, quel dramma, lo strazio della morte del piccolo avrebbe turbato la donna tanto da scatenare altre tensioni coniugali.

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di Rossella Marino
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