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Meno suicidi nelle carcere, al via la campagna di prevenzione del Dap


Meno suicidi nelle carcere, al via la campagna di prevenzione del Dap
09/02/2009, 19:02

Con 42 suicidi in cella, il 2008 si e' concluso con il piu' basso tasso di detenuti che si sono tolti la vita da una quindicina d'anni a questa parte. Solo nel '91 e' andata meglio, ma all'epoca c'erano 30mila detenuti, contro una media di 56mila negli ultimi 12 mesi. E contrariamente a quanto si possa pensare, a decidere di farla finita sono in maggior numero gli italiani e i non tossicodipendenti anziche' gli stranieri e i consumatori di droghe. I dati emergono da un rapporto del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (Dap) che a partire da domani comincera' una campagna nazionale di prevenzione dei suicidi in collaborazione con il Volontariato giustizia, Antigone, i garanti dei detenuti e i rappresentanti delle Regioni. La campagna prende il via dal carcere romano di Rebibbia per poi toccare nel giro di pochi giorni i penitenziari di Catania, Firenze, Napoli Secondigliano, Milano S. Vittore, Padova, Parma, fino a un totale di una ventina di carceri. Il rischio e' che il trend positivo del 2008 (a suicidarsi nel 2007 sono stati in 48, contro i 57 sia nel 2005 che nel 2003, 50 nel 2006, 52 nel 2002 e 69 nel 2009) possa subire un'inversione di tendenza a causa delle insostenibili condizioni di sovraffollamento: dal varo dell'indulto nel 2006 ad oggi le celle sono tornate a riempirsi al rimo di 800-1.000 detenuti al mese, e attualmente ha superato quota 58.mila detenuti contro una capienza regolamentare di 43.066 posti e un limite tollerabile. Lo dira' a chiare lettere il responsabile della direzione generale detenuti, Sebastiano Ardita, che domani, alla presenza del capo del Dap, Franco Ionta, rendera' noti i dati aggiornati sui suicidi e sui gesti di autolesionismo in carcere, tra le principali emergenze della vita penitenziaria. Alcune cifre smentiranno alcuni luoghi comuni: ad esempio, nei piccoli istituti penitenziari, meno gravati dal problema del sovraffollamento, i casi di suicidio sono piu' numerosi rispetto a quelli delle grandi carceri metropolitane. Se nel 2008 in cella le persone che si sono tolte la vita sono state di meno rispetto agli anni precedenti, questo dato non va di pari passo con una diminuzione dei suicidi tra chi e' libero (secondo l'ultima rilevazione Istat sono la seconda causa di morte tra i giovani, dopo gli incidenti stradali). L'organizzazione delle aree educative a partire dal 2003, una maggiore attenzione alle condizioni sanitarie e il varo, nel 2007, di un kit di accoglienza per i detenuti nuovi giunti: queste le misure che, a detta del Dap, avrebbero contribuito a contenere il tasso dei suicidi in cella negli ultimi anni. Tenuto conto, poi, che i detenuti sono sempre piu' in aumento e che - come ripetuto anche dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano - i penitenziari sono come una ''porta girevole'' che vede ogni anno centomila detenuti entrare ed altrettanti uscire, ed un terzo di questi restare in cela per meno di dieci giorni in media.

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di Redazione
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