Cronaca / Giudiziaria

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Sconfessate le norme discriminatorie della giunta

Mense a Lodi. Il Tribunale: "Condizioni uguali per tutti"


Mense a Lodi. Il Tribunale: 'Condizioni uguali per tutti'
13/12/2018, 18:58

LODI (MILANO) - No, la sindaca non ha il diritto di imporre un trattamento diverso ai bambini che vanno a scuola, a seconda se i genitori sono italiani o meno. L'ha detto il Tribunale di Milano, chiamato a decidere sulla vicenda delle norative imposte dalla giunta (a guida leghista) del comune di Lodi. 

La vicenda è nota: la giunta ha varato una norma dove ha imposto agli extracomunitari, per poter pagare in base al proprio reddito, di presentare vari documenti, tra cui una dichiarazione dello Stato di provenienza che attesti che l'extracomunitario non ha beni immobili nel proprio Paese; dichiarazione da presnetare con traduzione giurata in italiano. Una documentazione che in molti casi è impossibile avere: non sono molti gli Stati africani dove esiste un catasto e men che meno esiste un ente che possa certificare a chi appartengono. La mancata consegna di questo documento ha costretto molte famiglie di extracomunitari a rinunciare alla mensa per i propri figli a scuola, dato che non erano in grado di pagare la tariffa massima a cui sarebbero stati costretti. La questione era stata risolta con una colletta nazionale (erano stati raccolti 90 mila euro in 24 ore e ne servivano solo 60 mila), ma c'era stato anche il ricorso in Tribunale. 

Il giudice ha sanzionato il Comune, imponendo di modificare il regolamento, in modo da consentire agli stranieri di attestare il proprio reddito come fanno gli italiani: con una autocertificazione. 

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di Antonio Rispoli
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