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I feriti 28. Causa, la rottura di un impianto di irrigazione

Merano, treno deragliato: i morti sono 9


Merano, treno deragliato: i morti sono 9
13/04/2010, 10:04

MERANO – Nove vittime e 28 feriti. Questo il bilancio del disastro ferroviario che si è verificato lunedì mattina nel Meranese, dove un treno regionale della società Sad, molto utilizzato da studenti e pendolari, è stato investito da una frana di 400 metri cubi, causata dalla rottura di un impianto di irrigazione. La sciagura si è verificata tra Laces e Castelbello, sulla linea della val Venosta. Sull’accaduto la procura di Bolzano ha aperto un fascicolo che conta otto indagati; le ipotesi di reato sono omicidio plurimo colposo, procurata frana e disastro ferroviario. Oggi è giornata di lutto con bandiere a mezz’asta in Alto Adige, per ricordare le vittime, tutte altoatesine.
Nei prossimi giorni, su disposizione del procuratore Rispoli, sarà effettuata sulla zona una perizia geologica; l’incarico è stato affidato a Rinaldo Genevois, professionista padovano che in passato già si occupò del disastro di qualche anno fa in Val Badia, dove una funivia crollò per uno smottamento. La scatola nera del treno è stata già recuperata ed è stata sottoposta a sequestro da parte dei carabinieri, in attesa delle verifiche.
Secondo una prima ricostruzione, il treno è andato subito fuori dai binari dopo aver sbattuto contro la massa di terra e roccia che si è staccata dalle pendici; una carrozza, dopo il deragliamento, è rimasta in bilico sul greto del fiume Adige. Il vagone in testa al convoglio è stato investito in pieno dalla frana. E’ completamente distrutto. I finestrini sono stati sventrati, il terriccio ha invaso tutto il vagone. I morti sono rimasti intrappolati nella fanghiglia. La parte frontale del treno è finita contro due alberi, che hanno impedito che precipitasse nel fiume. Durante le operazioni di soccorso il treno è stato assicurato con un paranco per evitare che scivolasse ulteriormente. La presenza di moltissimo terriccio e fango ha reso ancora più difficile il lavoro dei soccorritori, che hanno già avuto molti problemi ad operare in un tratto ferroviario difficilmente raggiungibile.

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di Nico Falco
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