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Mercato Ittico di Napoli, progetto di delocalizzazione: urge un tavolo di concertazione


Mercato Ittico di Napoli, progetto di delocalizzazione:  urge un tavolo di concertazione
23/11/2012, 17:04

 

              

In merito al mercato Ittico di Napoli  che  a metà gennaio sarà trasferito  al centro Agroalimentare di Volla, va  sottolineato che le 29 aziende e i 400 lavoratori che da anni operano nella storica struttura lamentano una reale difficoltà in caso di delocalizzazione. È quanto affermato  dal Consigliere Comunale  Gaetano Troncone Presidente della Commissione Consiliare “Diritti e Sicurezza”, a seguito di  un sopralluogo  durato due ore effettuato alle 4.00 del mattino, durante l’orario di punta, in cui sono presenti circa 3000 operatori giornalieri.

             

La visita al  mercato e a tutti gli uffici comunali che insistono nella struttura, compresi irelativi  locali interrati (2500 mq. attualmente inutilizzati), è stata effettuata al fine di  verificare personalmente la situazione, dando ascolto alle numerose istanze avanzate degli operatori che  lamentano l’impossibilità di svolgere le loro attività nella nuova struttura CAN, perché carente di una serie di caratteristiche,  vitali al fine della sopravvivenza delle aziende.

      

C’è  dunque  una situazione delicata che  va gestita al più presto con l’apertura di un tavolo tecnico di concertazione con le imprese operanti nel mercato  ittico, al fine di definire un piano di riallineamento alle prescrizioni dell’ASL che a quanto pare riguardano in gran parte gli uffici dedicati al personale comunale, l’ammodernamento della cella frigorifera, la pavimentazione e i locali riservati al drappello della polizia municipale.

               

A seguito di un secondo sopralluogo presso il CAN, avvenuto qualche ora dopo, nella stessa mattinata, si è potuto verificare che i nuovi locali sono  dotati di tutti i migliori standard necessari, ma probabilmente sovradimensionati rispetto alle reali attività da svolgere e,  sopratutto, impraticabili dal punto di vista della collocazione territoriale, infatti  gli  avventori si sono dimostrati già propensi a spostarsi su Pozzuoli e Mugnano, decretando così un serio rischio di dispersione di tante aziende con la probabile fine di posti di lavoro.

        

La distanza dal mare del nuovo mercato potrebbe ritardare tutte quelle operazioni per la definizione dei prezzi di vendita dei prodotti che, di solito vengono suddivisi in tre fasce di orario, nell’arco di circa 90 minuti, con un serio rischio di aumento dei prezzi al dettaglio e ripercussioni sulle  tasche dei cittadini napoletani.

                    

Si perderebbe, inoltre,  un bene meno tangibile ma, pur sempre  prezioso, ovvero una tradizione e una storia che persiste in quella zona di territorio cittadino da oltre 230 anni e da 80 nel prestigioso e storico edificio, progettato per la sua attuale funzione dal maestro dell’architettura Napoletana Luigi Cosenza.

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di Redazione
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