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Il procuratore Castagliola attacca la perizia sul Dna

Meredith: “attendibile” il clochard che accusa Amanda e Raffaele


Meredith: “attendibile” il clochard che accusa Amanda e Raffaele
23/09/2011, 13:09

PERUGIA - Ultimo capitolo nel processo sul caso “Meredith” davanti alla Corte di Assise di appello di Perugia. Nell’aula del Tribunale del capoluogo umbro presenti entrambi gli imputati, Amanda Knox e Raffaele Sollecito.
È “attendibile e affidabile” il clochard che sostiene di avere visto Raffaele Sollecito e Amanda Knox poco lontano dalla casa del delitto la sera del primo novembre del 2007, quando Meredith Kercher venne uccisa. Lo ha sostenuto il sostituto procuratore generale Giancarlo Costagliola, che ha portato un primo attacco alle conclusioni della perizia sul Dna. “È una falsificazione scientifica della realtà - ha detto il magistrato - negare l’esistenza del Dna della Kercher e di Sollecito sul coltello (considerato l’arma del delitto - ndr) e sul gancetto di reggiseno (indossato dalla studentessa inglese quando venne uccisa - ndr)”. Costagliola ha spiegato che le questioni genetiche saranno approfondite dal pm Manuela Comodi. Ha anche annunciato che la procura generale rinnoverà nelle sue conclusioni la richiesta, già respinta dalla Corte, di una nuova perizia genetica.
Sulle perizie relative al coltello e al gancetto del reggiseno di Meredith è intervenuto anche il nuovo procuratore generale di Perugia, Giovanni Galati. Prendendo la parola il magistrato ha giustificato la propria presenza spiegando di aver ritenuto “doveroso” informarsi sul procedimento in corso. Poi Galati ha aggiunto: “Sono qui per testimoniare la mia piena adesione a tutte le questioni sollevate dai colleghi, in particolare per quanto riguarda la perizia”, al cui proposito ha parlato di “evidenti lacune” e “apprezzamenti non richiesti”, augurandosi poi che “la decisione della Corte - ha concluso il procuratore generale - sia frutto di un sereno confronto tra le parti”.

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di AnFo
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