Cronaca / Nera

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Teste scagionerebbe la coppia, si aspettano ancora perizie

Meredith, boomerang per l'accusa


Meredith, boomerang per l'accusa
29/03/2009, 17:03

Boomerang per l’accusa al processo per la morte di Meredith Kercher. Il testimone che avrebbe dovuto inchiodare Amanda e Raffaele, per il momento li scagiona. Solo stabilita l’ora del decesso, quella esatta, il quadro sarà chiaro.

Il testimone è il clochard Antonio Curatolo presenza storica sulle panchine di piazza Grimana, zona Università di Perugia. Curatolo, la sera dell’omicidio, fuma e legge, come al solito. “Ho visto Amanda e Raffaele in piazza, dalle 21.30-22.00 a mezzanotte circa”. Li avrebbe visti quattro o cinque volte. Ma l’urlo dalla villetta degli orrori viene sentito da una signora tra le 23 e le 23.30.
Sorridono dunque le difese, sorridono gli avvocati Bongiorno e Ghirga. E con loro gli assistiti Sollecito e Knox. Certe volte basta non far errori per vincere, come nel calcio. Esistono gli autogoal, degli altri, anche nel processo. Così accade che un altro testimone importante per l’accusa, l’albanese Hekuran Kokomani, venga ritenuto totalmente inaffidabile, e tra l’altro beccato con la cocaina nelle tasche. E’ in cella.

In ogni caso la ricostruzione del clochard, secondo i legali della vittima, non fa escludere il coinvolgimento della coppia Amanda-Raffaele. “I due, contrariamente a quanto da loro sostenuto, quella sera non erano in casa a dormire. E in ogni caso non è vero che gli orari non coincidono: i testimoni possono anche aver sbagliato di un quarto d’ora, è umano”. Così Francesco Maresca e Serena Perna, che aggiungono: “Curatolo dice cose compatibili con quanto sostenuto dai pm”.


SOLLECITO NON VUOLE LE FOTO CON LUNGA CHIOMA
Non pubblicate più mie fotografie con i capelli lunghi. Le detesto, non mi piaccio con i capelli lunghi, è un'immagine di me che non mi piace affatto”. Nel giallo della studentessa uccisa è successo di tutto. Presunte interferenze nelle indagini, un arresto all’estero, quello di Rudy, intrusioni nella villetta dove fu uccisa Meredith, il furto del materasso della vittima. E ancora, cambi eccellenti di avvocati. Amanda in carcere che ha bisogno di cantare i Beatles. Video shock mandati in onda. Testimoni smemorati. Versioni ritrattate. Un musicista ingiustamente detenuto e risarcito poco, fatti salvi introiti mediatici.
Ora la lettera di Raffaele Sollecito al settimanale “Gente”. Il laureato di Giovinazzo ringrazia i suoi concittadini pugliesi. Spara a zero sui media, “E’ sempre bello trovare qualcuno che riesce a guardare al di là della paccottiglia che viene data in pasto dai media ogni giorno. Che alla fine dei conti serve solo a confondere le coscienze”, gli stessi media spesso abilmente utilizzati dalle difese. E naturalmente non potevano mancare le dichiarazioni sul calcio e sulla vita sentimentale, che il settimanale riporta con dovizia di particolari. Quei particolari che, invece, mancano decisamente nel processo, come sono mancati nelle indagini.

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di Giulio d'Andrea
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