Cronaca / Sesso

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Domani l'esame del pc del ragazzo

Meredith: Knox e Sollecito denunciano maltrattamenti dagli agenti


Meredith: Knox e Sollecito denunciano maltrattamenti dagli agenti
13/03/2009, 19:03

Amanda Knox e Raffaele Sollecito, imputati nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher, hanno dichiarato di aver subito dei maltrattamenti durante gli interrogatori.

In un italiano stentato, al termine dell’udienza di oggi davanti alla Corte di Assise di Perugia, Amanda ha detto di voler insistere su un punto per lei molto importante. “I testimoni stanno negando dei fatti sul mio interrogatorio sui quali vorrei dare dei chiarimenti per me molto importanti, - ha detto, - ci sono ore e ore che loro non dicono e in cui io ho confermato sempre la stessa versione. Sono stata chiamata stupida e bugiarda”. Il riferimento è agli interrogatori della notte tra il 5 e il 6 novembre 2007, immediatamente precedenti al fermo della ragazza per l’omicidio. Ma le violenze sarebbero state anche fisiche. La Knox ha infatti dichiarato di aver “ricevuto scappellotti sulla testa”, sottolineando e ribadendo questo particolare.

Raffaele Sollecito ha invece affermato di essere stato privato delle scarpe, che gli sono state restituite soltanto quando lo hanno portato in casa sua per il sopralluogo. “Quindi ho camminato scalzo sia in questura che per strada”. Sollecito ha preso la parola dopo le dichiarazioni del sovrintendente della polizia di stato Daniele Moscatelli, secondo il quale al ragazzo erano state fornite delle altre scarpe dopo che le sue erano state prelevate per consentire i rilievi della scientifica.

“Vorrei puntualizzare sul fatto delle scarpe, - ha aggiunto Sollecito, - ribadisco che sono rimasto scalzo e che ho chiesto di poter contattare mio padre e mi è stato negato”.

Durante l’udienza Chris Mellas, 35enne di Seattle, che conosce Amanda da quando era piccola, ha dichiarato in inglese di non avere “assolutamente mai avuto dubbi” sulla sua innocenza. Per quanto riguarda i “comportamenti anomali” della Knox durante gli interrogatori, ovvero gli esercizi come la ruota e la spaccata, la Mellas ha riferito che non erano state una iniziativa dell’imputata ma che lo aveva fatto perché un poliziotto l’aveva invitata a “dimostrare la propria agilità”.

Domani si procederà probabilmente con l’esame del computer di Sollecito.

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di Nico Falco
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