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Amanda e Raffaele entrambi in aula. Sguardi d’intesa?

Meredith: si riprende, ma è scontro aperto sulle perizie

La Corte si riserva su nuovi documenti su analisi del dna

Meredith: si riprende, ma è scontro aperto sulle perizie
05/09/2011, 18:09

PERUGIA – E’ scontro aperto sulle perizie riguardanti la morte di Meredith Kercher. I periti super partes nominati dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia nel processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, entrambi accusati dell’omicidio della studentessa inglese, hanno risposto alle domande dell’avvocato di parte civile, Francesco Maresca, che assiste i familiari della vittima.
Il processo è ripreso esattamente dal punto in cui era stato interrotto per la pausa estiva e in aula, per tre ore, tanto Carla Vecchiotti quanto Stefano Conti hanno riconfermato le proprie tesi, secondo le quali sono da mettere in discussione i risultati delle perizie eseguite dalla Polizia Scientifica. Si tratterebbe, dunque, di risultati inattendibili: in particolare il loro giudizio, come richiesto dalla Corte d’Assise d’Appello di Perugia, aveva riguardato il gancetto del reggiseno su cui venne isolato il dna di Raffaele Sollecito e il coltello che in primo grado era stato riconosciuto come l’arma del delitto. In particolare, sul gancetto del reggiseno, è stato detto, è stato isolato certamente il dna della vittima, ma sugli altri profili non si può dire nulla di certo; addirittura, ha sostenuto Vecchiotti, su quella traccia sono stati trovati 9 elementi che sono “paradossalmente compatibili con il mio profilo genetico”.
In merito poi al coltello, invece, ritenuto l’arma del delitto, i periti super partes si sono detti convinti che l’esiguità del materiale genetico isolato sulla punta, ed identificato come dna della vittima, non consentiva la ripetizione dell’analisi, condizione essenziale ed indispensabile per la correttezza dell’esame e che, in mancanza, risulta compromessa l’attendibilità del risultato.

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di Antonio Formisano
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