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MEREDITH: TRE FALSITA', TRE COLPEVOLI, TRE AGUZZINI


MEREDITH: TRE FALSITA', TRE COLPEVOLI, TRE AGUZZINI
19/12/2007, 17:12

PERUGIA - La sera del 1 novembre c'erano a casa di Meredith Kercher più persone e tutte hanno partecipato all'omicidio. Lo scrivono i giudici del Tribunale del riesame nelle motivazioni con cui hanno respinto la richiesta di scarcerazione di Rudy Hermann Guede, depositate oggi. Dai riscontri investigativi e scientifici, sottolinea il tribunale del Riesame, appare ormai certa "la presenza di più persone in quella casa nel momento in cui Meredith veniva uccisa e la fuga di tutti subito dopo il tragico epilogo della serata". Persone che il tribunale identifica chiaramente in Rudy, Amanda Knox e Raffaele Sollecito. "Una partecipazione di gruppo - aggiungono - alla efferata azione criminale che non appare ipotizzabile in termini passivi per nessuno dei presenti". Nelle 18 pagine del provvedimento i giudici analizzano una a una le prove scientifiche e investigative fornite e concludono sottolineando che questi dati, "pongono una relazione diretta tra i soggetti in questione e la loro presenza nella casa nel contesto della aggressione mortale a Meredith, in coerenza ad una ricostruzione fattuale che vede l'accesso di più persone in quella abitazione senza necessità di forzature e per consenso di qualcuno 'di casa'".

MANCA ANCORA MOVENTE OMICIDIO
Ad un mese e mezzo dall'omicidio di Meredith Kercher non c'é ancora il movente che ha portato all'assassinio della studentessa inglese. Lo scrivono i giudici del Tribunale del Riesame nelle motivazioni dell'ordinanza con cui hanno rigettato la richiesta di scarcerazione di Rudy Hermann Guede: ed è la prima volta dall'inizio dell'indagini che dei giudici mettono nero su bianco uno dei punti ancora oscuri dell'inchiesta, la mancanza, appunto, del movente.   "Gli elementi a carico dell'odierno indagato - scrivono i giudici parlando di Rudy - sopraggiungono per fonte scientifica  ma non sconvolgono la ricostruzione del fatto che man mano è andata disvelandosi". E aggiungono: "E' nell'entourage delle relazioni amicali più o meno strette, delle molte occasioni di conoscenza 'a catena' in qualche modo tipiche della vita universitaria del 'fuori sede' che risulta essere maturato l'incredibile ed efferato crimine del quale, deve riconoscersi, resta tuttora difficile ripercorrere le sequenze ideative".   Resta quindi da provare il movente perché, dicono ancora i giudici, è "istintivamente inaccettabile che senza una ragione di forte attrito o una situazione di estrema alterazione, giovani coetanei della vittima, suoi conoscenti, abbiano portato la loro sconsideratezza fino al limite estremo del cruento delitto". Ma ciò non significa, precisano però subito dopo, che gli indagati non c'entrano e ciò è dimostrato da "dati obiettivi" che "parlano" e che "si integrano reciprocamente e convergono": "Parla il corpo straziato di Meredith, parla la accertata impossibilità che gli autori siano entrati in casa furtivamente e per uno scopo delittuoso diverso, parlano i segni della violenza carnale, le tracce di Dna di Amanda e della vittima sullo stesso coltello, l'essere questo custodito nella casa di Raffaele, l'impronta riferibile ad una scarpa di costui nella stanza del delitto, le tracce ematiche della Knox in un bagno e i segni inequivoci della presenza in contemporanea nell' altro bagno di Rudy, l'impronta di quest'ultimo sul cuscino e il suo materiale biologico nel tampone vaginale di Meredith".

VERSIONE RUDY DEL TUTTO INATTENDIBILE
Il racconto di Rudy Hermann Guede "risulta assolutamente inattendibile" poiché contrasta sia con "risultanze obiettive del procedimento" sia con  "considerazioni di ordine logico". Lo scrivono i giudici del Riesame nel provvedimento con cui hanno rigettato l'istanza di scarcerazione del giovane ivoriano. I giudici fanno un lungo elenco delle incongruenze del racconto definendole in più punti totalmente inverosimili e sottolineano che "emerge con evidenza che la versione difensiva dell'indagato è minata da decisive falsità che impediscono di valorizzarla anche come minimo e parziale racconto di quanto accaduto" anche perché "le risultanze di indagine che collegano direttamente Rudy alla commissione dei reati mantengono integra la loro gravissima rilevanza indiziaria". E dunque il racconto di Rudy altro non è che un "maldestro tentativo di offrire spiegazione alle tracce di sé lasciate nel corso dell'attività delittuosa, alcune delle quali già emerse".

(fonte: Ansa.it)

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di Redazione
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