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I riti sarebbero avvenuti in un parcheggio abbandonato

Messe sataniche a Pianura, cresce l'allarme


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Messe sataniche a Pianura, cresce l'allarme
15/07/2010, 11:07

 
NAPOLI - Messe nere in nome di Satana: voce, ventilata più di un mese fa, che a Pianura diventa sempre più insistente, dopo gli articolo apparsi sui quotidiani su presunti riti che si sarebbero consumati all'interno del parcheggio d'interscambio abbandonato in piazza Pablo Picasso. Il ritrovamento di un capretto squartato e di alcune croci dipinde sui muri, per molti sarebbero il segno eloquente delle cerimonie sataniche. Al momento gli inquirenti escludono che si possa trattare di una setta che venera il demonio. Ma quel che è certo, invece, è lo stato d'abbandono in cui versa una struttura lasciata in pasto al degrado e ai vandali, costata finora circa 3 milioni di euro e mai ultimata.
LA STORIA - Una coppia di ragazzini sui quindici anni, in cerca di intimità, decide di appartarsi nel parcheggio abbandonato. Si addentrano nelle stanze tra tappeti di bottiglie per fumare crack e cocci di un edificio ormai ridotto a brandelli, per poi fermarsi all’interno del cortile del parcheggio. Davanti a loro, trovano i resti di un falò, probabilmente acceso qualche notte addietro. E fin qui, nulla di strano. La struttura, si sa, è da anni frequentata da drogati, clochard e persone che vivono di espedienti che avrebbero potuto dar fuoco ad un po’ di legna per scaldarsi. Ma dopo poco scoprono che a pochi metri da quei carboni, ci sono due lumini rossi ed un capretto squartato a metà. In una stanza vicina, trovano invece una busta trasparente contenente le interiora dell’animale e del sangue coagulato. I due, terrorizzati, abbandonano subito la struttura e dopo poco ne parlano con i loro genitori. La storia di messe nere e riti satanici prende forma, piombando così nella tranquilla routine di un quartiere di periferia.
Alcuni residenti della zona sono entrati nella struttura, per poi gettare la carcassa, ormai in avanzato stato di decomposizione, in una stanza sotterranea allagata, a pochi metri da dove è stato acceso il falò. Da allora tutti ne parlano. Qualcuno ci scherza su, a Pianura. quando si parla di riti in nome del demonio. Altri invece sono serissimi ed hanno paura. “Di notte qui accadono cose strane – afferma un elettrauto che abita ad un tiro di schioppo dal garage – si sentono grida di donne, luci strane, persone che entrano ed escono dopo ore ed ore… Prima non era mai accaduta una cosa simile”.
Una voce così insistente non poteva che fare il giro del quartiere. Se ne parla ormai nei bar, se ne parla nella vicina stazione della Sepsa. Se ne parla perfino negli uffici di polizia del commissariato locale, il quale – dopo una segnalazione -  ha voluto vederci chiaro. Ed è venuto fuori che in effetti la carcassa c’è, ma anche che in una delle stanze dello scheletro di ferro e cemento, lasciato in pasto al degrado assoluto,  vivono due cittadini di origini peruviana. Potrebbero essere stati loro a squartare l’animale, non è da escludere. L’arcano, però, per molti resta. Perché sventrare un capretto e lasciarlo a terra, davanti ad un falò, senza mangiarlo? E soprattutto, perché lasciare candele davanti alla carcassa dell’animale? Misteri. Una nuova leggenda che aleggia nel quartiere, dopo quelle di una vecchia casa abbandonata, a ridosso di via Pallucci, nella quale anni fa nessuno voleva entrare. “Quella villa è stregata” diceva qualcuno. E per anni nessuno si è mai accostato. Lati oscuri di un quartiere su cui ora aleggia lo spettro del satanismo. 

(Nella foto il capretto che sarebbe stato utilizzato per i riti)

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di Davide Gambardella
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