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Oggi anche Berlusconi sorvolerà la zona in elicottero

Messina: 22 morti, 35 dispersi e 100 feriti


Messina: 22 morti, 35 dispersi e 100 feriti
04/10/2009, 09:10

Qualcuno ha distrutto, nessuno ha riparato. Quarantotto ore dopo il disastro che ha colpito Messina, insieme alla conta dei danni e dei morti (22 secondo un bilancio ufficiale, ma ancora provvisorio e destinato purtroppo a aumentare) comincia il processo alle responsabilità. Anzi, i processi: quello che potrebbe scaturire dall'inchiesta della procura - che ha già nominato un pool di esperti - e quello che vede contrapposti, da una parte, sfollati, familiari delle vittime, ambientalisti e, dall'altra, gli amministratori pubblici, accusati di aver lasciato al "partito del cemento" (la definizione è del ministro Angelino Alfano) un territorio che aveva cominciato a scricchiolare già vent'anni fa.

"Certo, chi deve dare le autorizzazioni a costruire dovrebbe stare più attento", ha affermato perfino il cardinale Tarcisio Bertone. Al primo gruppo si iscrive il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che non intende fare sconti: "Non c'é dubbio che gli abusi sul territorio sono la causa di questa tragedia", ha ribadito, ringraziando il presidente Napolitano che aveva dato sostegno alla sua tesi.

E oggi arriverà Silvio Berlusconi, una visita, afferma Bertolaso, che si limiterà a un sorvolo dell'area, "perché non si possono intralciare le operazioni di soccorso. Il presidente lo sa bene, e per questo ha rimandato a domani la sua visita". In una giornata in cui sprazzi di sole si sono alternati ad acquazzoni, le squadre dei soccorsi (1.100 uomini, circa 250 mezzi e una quindicina di elicotteri) continuano a scavare a Scaletta Zanclea, il comune alle porte di Messina devastato dall'alluvione, e nelle frazioni di Giampilieri, Molino, Altolia, Briga Superiore, dove sotto le macerie si cercano i 35 dispersi della tragedia. La provinciale che porta a Scaletta Zanclea sembra una sorta di Saigon durante la guerra: file di camion trasportano i detriti verso le discariche, incrociando sulla verticale gli elicotteri che atterrano e decollano dal campo di calcio della frazione di Santa Margherita, dove la protezione civile ha allestito il centro aereo di soccorso per evacuare gli abitanti rimasti a Molino e Altolia, ancora irraggiungibili con i mezzi di terra.

Prima era toccato a 500 persone di Giampilieri, soprattutto bambini e anziani, portati via in tre ore dagli uomini dei soccorsi. Davanti a questo eliporto di fortuna c'é il mare; dietro una lunga schiera di case sulle quali incombono le spalle ripide della collina, qua e là sfregiate da frane. Il numero degli sfollati si aggira sui 500, ma anche questo è un dato in aggiornamento continuo. La devastazione offusca gli occhi ma getta anche un fascio di luce su tutto ciò che non è stato fatto in questo lembo d'Italia, un Paese dove i disastri ambientali negli ultimi 50 anni hanno fatto mediamente 4 morti al mese e in cui, come ha evidenziato Bertolaso, per mettere in sicurezza le aree a rischio servirebbero circa 25 miliardi di euro. In una conferenza stampa concitata, oggi il capo della protezione civile regionale, Salvatore Cocina, ha spiegato che la Regione, negli ultimi due anni, ha investito soltanto tre milioni di euro per la messa in sicurezza dell'intera fascia jonica del Messinese, un tratto che va da Capo Peloro a Taormina, ben 50 chilometri. "Una cifra risibile - dice Cocina - ma la disponibilità finanziaria era questa".

Il sindaco di Scaletta Zanclea, Mario Briguglio, insorge contro chi parla di abusivismo edilizio come causa della tragedia e ricorda che due anni fa ha chiesto 20 milioni di euro, dopo l'alluvione del 25 ottobre 2007, ricevendone 500 mila. Anche la Regione non ci sta a farsi processare, mentre dai Comuni e dal Genio civile i funzionari tirano fuori dai cassetti le richieste d'aiuto rimaste inascoltate. La giunta ha deciso di stanziare 20 milioni per i primi interventi e di aprire un'inchiesta amministrativa per accertare eventuali responsabilità, ma spiega che la gestione dei fondi e anche dell'emergenza spetta allo Stato. Due giorni fa Palazzo d'Orleans era stato preso di mira dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che aveva accusato la Regione di aver utilizzato male il denaro. Ieri il deputato del Pd Filippo Panarello, che é nato proprio a Giampilieri, ha ribattuto sostenendo che un milione stanziato nel 2007 per la zona dove due giorni fa è accaduto il disastro, è stato dirottato alle Eolie per volere del ministro.

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di Redazione
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