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Uno è stato già trasferito con la famiglia

Messina Denaro dietro le minacce agli Ispettori della Catturandi?


Messina Denaro dietro le minacce agli Ispettori della Catturandi?
24/08/2010, 09:08

PALERMO - L'episodio è già noto ed è capitato alcuni giorni fa. La moglie di un Ispettore della Squadra Catturandi della Polizia Mobile di Palermo sta camminando per strada, quando si ferma una macchina con tre uomini a bordo, uno dei quali le chiede una informazione. Poi estrae dalla tasca un fascio di fotografie e comincia a sfogliarle, esclamando: "Ma che bei mariti avete". Le foto, prese davanti alla sede della Squadra Mobile del capoluogo siciliano, raffigurano tre Ispettori della Catturandi, tra cui il marito della donna. Nessuna minaccia, nessun insulto, non è lo stile della mafia. Basta mostrare le foto per dimostrare che la prossima volta, al posto di una macchina fotografica, si potrebbe usare qualcosa di più pericoloso.
L'Ispettore in questione e la famiglia sono stati immediatamente trasferiti in altra località, mentre sono partite le indagini per individuare di chi fosse l'autovettura e chi ci fosse a bordo. La scena è stata ripresa da una telecamera di sorveglianza, ma pare che la risoluzione sia troppo bassa per ricavare dettagli utili.
Tuttavia si ritiene che dietro questo avvertimento ci sia il boss superlatitante Matteo Messina Denaro. L'idea nasce dalla notizia, data da un confidente, su una riunione tra boss in cui Messina Denaro ha bloccato o tentato di bloccare una serie di attacchi violenti contro la Polizia e i Tribunali siciliani. La notizia non è stata confermata e molti la ritengono non credibile; tuttavia l'allontanamento pacifico delle persone "pericolose" è nello stile di un boss come Matteo Messina Denaro, che appartiene alla linea di Provenzano, cioè quella linea basata su un controllo del territorio ottenuta attraverso una lenta infiltrazione nell'economia, nelle istituzioni e nella politica, con un uso minimo della violenza e senza fare nulla di eclatante. In ogni caso, allontanamento o no degli ispettori, la Squadra Mobile di Palermo non si fermerà per questo; anzi, si stanno creando gruppi che vedono la collaborazione anche della Polizia di altri capoluoghi siciliani, per stringere meglio la rete intorno al boss

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di Antonio Rispoli
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