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Anche se non dovrebbero più essere in pericolo di vita

Messina: ginecologi vengono alle mani, madre e figlio rischiano la vita


Messina: ginecologi vengono alle mani, madre e figlio rischiano la vita
29/08/2010, 10:08

MESSINA - Un fatto che ha dell'incredibile, ma che contemporaneamente può essere usato come paradigma dell'Italia contemporanea. Una donna, Laura Sanpietro, 30 anni, viene portata in sala parto del Policlinico di Messina, ormai è arrivato il momento giusto. Ma nella saletta dove i medici si preparano scoppia il finimondo: il ginecologo di fiducia della donna e il medico incaricato di seguire il parto vengono alle mani su chi debba effettuare il taglio cesareo. Nel frattempo subentrano complicazioni per la donna, che non possono essere risolte subito perchè i due medici stanno litigando. Quando si interviene, da donna ha una cospicua emorragia, tanto che è necessario asportarle completamente l'utero. Ma anche il neonato va in sofferenza: ha due arresti cardiaci e viene ricoverato in terapia intensiva neonatale, dove lo mettono in coma farmacologico, per permettergli di recuperare al meglio le funzioni vitali.
Dopo 24 ore ci sono segni di miglioramento, sia per la madre che per il figlio, tanto che a quest'ultimo in giornata verrà interrotto il coma farmacologico. Nel frattempo la Procura di Messina ha avviato una inchiesta per verificare se la lite abbia avuto conseguenze sulla salute della donna e del neonato. Conseguenze che sono negate dal professore Domenico Granese, direttore dell’unità operativa di ostetricia e ginecologia del Policlinico di Messina: "Quello che hanno fatto è grave, ma ci tengo a precisare che la donna è stata male non per la lite o per un eventuale ritardo negli interventi da parte dei medici. Tutto si è svolto regolarmente. L’intervento dei sanitari visto le complicazioni della donna è stato tempestivo. Non c’è alcun rapporto tra la lite e le complicazioni della donna che sono sorte a prescindere da quello che è accaduto"

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di Antonio Rispoli
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