Cronaca / Sanità

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Madre e figlio rischiarono la vita a causa della baruffa

Messina, lite in sala parto: reintegrato uno dei due medici

Il giudice: non vi sono violazioni così gravi

Messina, lite in sala parto: reintegrato uno dei due medici
25/12/2010, 12:12

MESSINA - Uno dei due medici coinvolti nella lite all'interno del reparto di ostetricia e ginecologia del Policlinico di Messina è stato appena reintegrato. Si tratta di Vincenzo Benedetto; il ginecologo che litigò furiosamente con il collega Antonio De Vivo proprio durante un parto, causando gravi danni fisici sia alla madre che al piccolo.
Alla donna, infatti, fu successivamente asportata parte dell'utero, mentre, il neonato, subì due ischemie. Come riportato sull'Ansa, Il giudice del Lavoro ha disposto la sospensione della delibera del direttore generale del Policlinico emanata dopo la denuncia presentata dal marito della puerpera Laura Salpietro.
Sospeso dallo scorso 28 agosto, il dott. Benedetto verrà dunque reintegrato provvisoriamente presso il Policlinico G. Martino di Messina. Secondo il giudice Santalucia, infatti, "non emergono violazioni di regole di comportamento da parte del dott. Benedetto tanto gravi da giustificare la sospensione dall'attività assistenziale".
Di Benedetto si era già difeso pubblicamente, dichiarando all'Ansa che "I fatti non sono assolutamente andati come e' stato riportato dai media, sto provvedendo con i miei legali a rettificare una versione che non corrisponde a verita'. Non ho aggredito nessuno, ma sono stato aggredito. Ho gia' consegnato un'informativa alla direzione sanitaria del Policlinico per spiegare come sono andati effettivamente i fatti". Secondo la versione del neoreintegrato, infatti, tutta la responsabilità dell'alterco è del dott. De Vivo:"Lui comincia ad insultarmi e mi getta una sedia contro, non mi colpisce perche' la sedia sbatte contro la scrivania e cade sul pavimento. Poi prima di andare via da' un pugno alla vetrata e si fa male. Io non l'ho aggredito, ne' strozzato come lui dichiara, difatti non ha segni ne' manifestazioni di aggressione se non quelli che si e' procurato da solo con il pugno alla vetrata".

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di Germano Milite
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