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I due corpicini emersi dal fango di Giampilieri

Messina: trovati 2 bimbi senza vita; salgono a 30 le vittime


Messina: trovati 2 bimbi senza vita; salgono a 30 le vittime
14/10/2009, 09:10

Dopo la tragedia che ha colpito Messina, il governo Italiano, aveva deciso che il lutto per la morte dei 28 cittadini sommersi e soffocati dal fango non era degno del titolo di "nazionale" (quei 28 sono morti per colpa dell'abusivismo edilizio; mica "difendendo" la patria in Afghanistan). Sui campi di calcio nessun drappo nero o minuto di silenzio. Le uniche squadre di calcio che si sono sentite in lutto, sono state quelli sicule. Indignazione e forte rabbia per questa declassificazione dei morti siciliani a "vittime regionali", hanno poi però spinto ad un'ipocrita proclamazione del lutto nazionale.
Oggi, dodici giorni dopo la tragedia, i vigili del fuoco individuano tra il fango e le macerie due corpi senza vita. Sono quelli dei fratellini Francesco e Lorenzo Lonia; di 6 e 2 anni. Anche la loro mamma, Maria Letizia, era stata travolta e uccisa dalla montagna di fango che aveva investito la frazione di Giampilieri. Il papà, unico supersistite, proprio l'altro ieri era riuscito a riconoscere i mobili della stanzetta dei suoi figli; circa 300 metri più a valle rispetto all'abitazione.
Uno dei due piccoli è stato addirittura ritrovato a 10 metri di profondità. Il bilancio delle vittime di questa sciagura che di naturale non ha nulla sale dunque a trenta e, intanto, le istituzioni fanno sapere che "sarà molto difficile" reperire i fondi di solidarietà Europea ed utilizzarli come è accaduto per la ricostruzione in Abruzzo. Case crollate, paesi devastati e vittime in entrambi i casi ma tipologie di solidarietà e di intervento molto differenti (ritorna l'odiosa classificazione di tragedie e vittime di serie A e serie B). I fondi; questi fondi che si trovano a miliardi quando si devono costruire centrali nucleri e "grandi opere" come il ponte sullo stretto ma che, come ogni volta ci si accorge, sono invece difficilissimi da reperire per quelle grandi opere che non sono semplici monumenti del nulla ma reali, sacrosante e doverose opere di umanità e giustizia.

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di Germano Milite
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