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Mibact, licenziati gli assenteisti della Reggia di Caserta

Il ministro Bongiorno: “Non faremo sconti a nessuno”

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Mibact, licenziati gli assenteisti della Reggia di Caserta
06/08/2018, 12:02

CASERTA - Per la cronaca, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari è stato notificato soltanto qualche giorno fa ed il pm non ha ancora chiesto il giudizio, ma il Mibact non ha voluto attendere i tempi dell’eventuale processo e ha licenziato i custodi assenteisti della Reggia di Caserta, dopo averli convocati a Roma lo scorso 25 luglio.

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed il Turismo usa il pugno di ferro, applicando alla lettera la legge Madìa che consente di risolvere il rapporto di lavoro prima del giudizio, e licenzia gli addetti alla vigilanza del monumento vanvitelliano, accusati di truffa aggravata e continuata e falso nelle attestazioni di presenza in servizio per essersi allontanati dal luogo di lavoro dopo aver timbrato il badge.

I sei, Raffaele Narciso, Benedetto Petriccione, Giovanni Maiale, Leonisio Ammirati, Francesco Martone e Giovanni Antonio Di Sarno, si ricorderà, incapparono in un’indagine sull’assenteismo che partì per tutt’altro motivo.

Il governo, intanto, fa sapere che non farà sconti a chicchessia e sarà inflessibile nella battaglia contro l'assenteismo, come assicura Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione.

“Chiederò gli atti di quanto accaduto alla Reggia di Caserta – dice la Bongiorno - al ministero competente. E’ indispensabile che nella lotta all'assenteismo si vada avanti senza se e senza ma, colpendo non solo i dipendenti che si assentano ma anche chi avrebbe dovuto controllare e non lo ha fatto. L'assenteismo è un doppio tradimento: si tradisce la collettività e si tradiscono i dipendenti che con sacrificio, attenzione, correttezza e diligenza fanno il proprio dovere”.

Tra le misure proposte come deterrente per prevenire il fenomeno, c’è anche quella dei controlli biometrici.

Come sottolinea la Bongiorno:I controlli biometrici, attraverso l'impronta digitale o l'iride, non sono invasivi, sono compatibili con la legislazione sulla privacy e rappresentano il futuro, come già avviene in tantissimi istituti privati”.

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di Redazione
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