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Miccio: "Progettare con il superamento di egoismi e localismi"


Miccio: 'Progettare con il superamento di egoismi e localismi'
01/12/2010, 10:12


SALERNO - Importante riconoscimento al Soprintendente BAP di Salerno e Avellino, Gennaro Miccio, nella cerimonia di consegna dei master ai diplomati della terza edizione del LAMAV, Laboratorio di Management d’Area Vasta, il corso di alta formazione organizzato dall’ANCE Salerno in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno (Dipartimenti di Ingegneria Civile e di Scienze Economiche e Statistiche).  Per la prima volta quest’anno il Comitato Scientifico del LAMAV ha ritenuto di conferire il diploma LAMAV honoris causa all’artista Ugo Marano e al Soprintendente BAP di Salerno e Avellino, Gennaro Miccio. Il professor Pasquale Persico, responsabile scientifico del LAMAV, durante la cerimonia conclusiva ha dichiarato: “L’iniziativa ha dato a tanti giovani la possibilità di stare in rete in un momento di grande difficoltà ed in una situazione di grande caos». «Il LAMAV – ha aggiunto il presidente dell’ANCE Salerno Antonio Lombardi – rappresenta una scelta strategica dell’associazione: investire sul capitale umano per formare figure, i progettisti d’area vasta, che col nuovo Piano Casa acquisiranno peraltro una grande valenza strategica in tutta la Regione Campania. L’auspicio è che finalmente i comuni pianifichino e programmino il proprio sviluppo urbanistico: l’area vasta è la giusta visione prospettica e strategica». Lombardi ha quindi preannunciato l’attivazione di un «proficuo confronto» con la Soprintendenza ai BAP di Salerno e con il Parco Nazionale del Cilento per una «intesa strategica» sullo sviluppo dell’area salernitana «mettendo in rete tutte le risorse, incluso il capitale umano, che possono concorrere alla crescita del territorio e delle imprese». «Per decenni – è stato infine il commento del Soprintendente ai BAP di Salerno e Avellino Gennaro Miccio – le città hanno vissuto uno sviluppo urbanistico che è andato al di là delle città stesse, abbandonando i centri storici: per certi versi ciò è stato positivo, perché ad esempio a Salerno è avvenuto nel pieno rispetto del piano regolatore redatto ai primi del ‘900. Ma per altro verso questo modello non è stato ben accetto dalla collettività e dai cittadini: ancor oggi quando ci si sposta da quartieri periferici verso il centro, si dice “vado a Salerno”. Oggi bisogna ritrovare una pianificazione che guardi alle esigenze ed alle aspettative del cittadino, di chi cioè vive gli spazi e deve fruirne. Ben vengano i modelli di pianificazione per area vasta che consentono di superare egoismi e localismi: uniamo realtà simili ma progettiamo tenendo conto le esigenze particolari delle singole città». A margine della cerimonia è stato inoltre presentato il libro del prof. Pasquale Persico “Perché Napoli. Vivere e morire di Napoli”.

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di Redazione
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