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Migliaia di firme del Coisp per la petizione lanciata dalla De Gregorio


Migliaia di firme del Coisp per la petizione lanciata dalla De Gregorio
28/01/2011, 16:01

“Una risposta che giunge da noi, uomini in divisa, può sembrare inappropriata, dal momento che la domanda di Concita De Gregorio era ‘dove siete ragazze?’. Ma, invece, sia concesso anche a noi rispondere, e forte. Sia concesso anche a noi dire che non ne possiamo più della squallida mercificazione delle donne che alcuni uomini pensano sia la regola, e che alcune donne, ahimè, assecondano come fosse la regola. Possiamo vantarci di avere tra noi tante di quelle donne cui il direttore De Gregorio fa riferimento quando parla della ‘maggior parte delle donne italiane’, donne vere, che indossano con onore ed orgoglio la divisa, conoscendone bene il valore ed il significato. Noi, quindi, siamo i primi e più veri testimoni dell’enorme bugia che filtra tra le pagine di un’inchiesta che ci fa cadere le braccia e provare vergogna per i suoi protagonisti. Noi siamo i padri, i mariti, i fratelli, e soprattutto i… colleghi, che delle donne apprezziamo il coraggio, la dignità, l’umanità e la forza, e che, al contrario di quello che il Direttore scrive provocatoriamente, inorridiamo all’idea di portare i soldi a casa se non grazie al duro lavoro che ciascuno di noi, uomo o donna, compie ogni giorno”.
Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commenta le parole con cui il Direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, ha lanciato una petizione che raccolga le firme di coloro i quali provano sdegno per quanto emerso dal “caso Ruby” a proposito di giovani ragazze che si sarebbero recate a pagamento ad allietare le serate di Silvio Berlusconi.
“Il Coisp – continua Maccari – non può che manifestare condivisione per le parole del Direttore De Gregorio, non solo per quanto riguarda la sua componente femminile, ma anche per quella maschile che, convintamene, testimonia sdegno per l’oltraggio riservato soprattutto agli Appartenenti alla Polizia di Stato. Svolgiamo il nostro lavoro avendo nella mente e nel cuore bene impresso l’esempio che ci hanno dato anche tante donne eroiche, che hanno pagato a volte con la vita il prezzo di rimanere fedeli a seri principi e ideali, ed al proprio impegno verso lo Stato ed i suoi cittadini. Donne che costantemente, e per pochi euro di stipendio, fanno i salti mortali per dividere la loro esistenza tra casa e lavoro, in mezzo a mille sacrifici e pericoli. Quale considerazione possiamo avere per chi concepisce una divisa come un abito carnevalesco lo si può solo immaginare… Certo, la prima cosa che viene da pensare è che certe persone, beate loro, forse non hanno mai avuto bisogno di avere accanto un’infermiera o un poliziotto che tutelasse la loro salute o la loro sicurezza, altrimenti come potrebbero mai concepire di offendere così profondamente e vigliaccamente le loro divise?”.
“Ha ragione Direttore - conclude Maccari -, qui non si tratta di una questione politica, non si tratta di essere di destra o di sinistra, uomini o donne. Si tratta di difendere la verità, che l’Italia è molto di più, le sue donne sono molto di più di un gruppetto di squinzie sgambettanti ed arriviste in minigonna, ed i suoi uomini sono qualcosa di ben diverso da un gruppetto di laidi papponi. Ecco perché posso e voglio apporre la firma delle migliaia di iscritti del Coisp alla petizione, che sia come un fiume in piena che lavi via l’onta che pochi ignobili personaggi ci hanno costretto a subire”.

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di redazione
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