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Migliorini, Di politica e di vita civile. In margine alla candidatura di Libero Mancuso


Migliorini, Di politica e di vita civile. In margine alla candidatura di Libero Mancuso
13/12/2010, 13:12

 Luigi Mascilli Migliorini, storico, presidente del Cirem, dichiara: “Se la società civile esprime una posizione, questa posizione è, senza necessità di mediazioni, politica. Immaginare che la società civile esprima “civiltà”, mentre per la politica bisogna attendere il mondo della politica è, ancor più che puerile, offensivo, sia se lo si intenda per valorizzare la prima, moralmente più nobile, a svantaggio della seconda, sia che, al contrario, si voglia che la prima, ingenua e confusa nelle sue espressioni, vada gerarchicamente subordinata al filtro accorto, o addirittura sapiente della seconda. Quale è allora, uscendo fuori dalle frigide e strumentali distinzioni dei primi riscontri di stampa, la posizione politica che si esprime dentro, nel senso profondo della candidatura di Libero Mancuso? Si risponde facilmente ascoltando le reazioni delle prime ore che dicono di un paradosso apparente e di una sostanziale verità: con Libero Mancuso la società (chiamiamola così tout court senza l’imbarazzante aggettivo) dichiara di voler tornare alla politica. Lo dice chi ha parlato a lungo e, a un tratto, non ha avuto più voce e voglia di farlo. Chi, probabilmente più giovane, non aveva mai parlato, o non lo aveva ancora fatto con costanza e con convinzione. Lo dice chi ha continuato a parlare, ma nei circoli esaltanti degli impegni circoscritti –il volontariato, la scuola, la fabbrica- avvertendo sempre che il proprio, necessario e gratificante orizzonte, era pur sempre un piccolo cortile rispetto al vasto e aperto mare che chiamiamo realtà. La società dichiara di voler fare, di nuovo, ancora, per la prima volta, politica. La riacciuffa nella speranza di Libero Mancuso e prova a ricucirsela addosso, allargandola se, come è possibile, le sta stretta; stringendola, disegnandola meglio se, come pure può darsi, questa politica è troppo larga. Quale primo, grande tema di riflessione per chi volesse con onestà cominciarsi a chiedere che cosa sia oggi politico, su cosa sia oggi lotta politica in Italia e tanto più a Napoli. Se ci si volesse interrogare su quali straordinari giacimenti di cittadinanza collettiva (di polis appunto) si è accostata oggi la miccia che prende il volto intelligente e sicuro di Libero. Ma si poteva davvero immaginare che in una crisi enorme quale è quella nella quale è impantanato il nostro paese, nel capitolo drammatico di questa crisi generale che si chiama Napoli, la soluzione potesse trovarsi nelle reciproche misurazioni di perimetro del ceto politico? Ora, però, tutti devono essere e rimanere all’altezza della sfida, del disvelamento del “re nudo”. Intanto chi ha cominciato a parlare, deve avere la pazienza di continuare a farlo, senza arrendersi alle prime stonature, non chiudersi nuovamente nel silenzio se le sue parole, compresse da tanto tempo, non diventano subito il codice di un tempo nuovo. E, dall’altra parte, non il leaderismo solitario, ma la responsabile e pronta costruzione di una rete che sorregga e nutra le speranze. Sabato è stato fatto un passo nella direzione giusta. Non possiamo sapere se si faranno tutti gli altri passi, ma sappiamo che dipende da noi.”.

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di redazione
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